Il paradosso dei cimiteri siciliani: si parla di valorizzazione, ma a Modica da dieci anni ci sono ancora le transenne

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C’è qualcosa di paradossale nel parlare di valorizzazione dei cimiteri storici siciliani mentre a Modica ci sono famiglie che da anni devono fare i conti con transenne, aree interdette e difficoltà persino nel raggiungere le tombe dei propri cari.

La questione torna al centro del dibattito regionale per iniziativa della deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Campo, proprio nel giorno in cui all’Assemblea regionale siciliana si discute un disegno di legge dedicato al riconoscimento e alla valorizzazione dei cimiteri monumentali e storici dell’Isola.

Un provvedimento che apre una riflessione inevitabile: prima di valorizzare un cimitero, non sarebbe necessario metterlo nelle condizioni di essere utilizzato in sicurezza?

A Modica il problema si trascina da anni e, nonostante dichiarazioni, sollecitazioni e annunci di finanziamenti, continua a non produrre quella svolta che le famiglie attendono.

Alcune aree del cimitero modicano risultano interdette da oltre un decennio. Dieci anni sono un periodo sufficientemente lungo perché un’emergenza diventi una situazione strutturale e perché una soluzione provvisoria finisca per assumere, paradossalmente, i contorni della normalità.

Nel frattempo, racconta Campo, ci sono persone che arrivano davanti alle transenne e, pur di poter portare un fiore o avvicinarsi alla tomba di un familiare, finiscono per oltrepassare i divieti.

È un’immagine che dice molto più di qualsiasi relazione tecnica: un cimitero nel quale il problema non è soltanto conservare le strutture, ma consentire alle persone di viverne la funzione più elementare, quella del ricordo.

Lo scorso maggio il presidente della Regione Renato Schifani aveva annunciato circa due milioni di euro per la messa in sicurezza del cimitero di Modica.

Da allora, secondo quanto denuncia Campo, non sarebbero però arrivati né il finanziamento effettivo né un atto capace di chiarire concretamente tempi, modalità e interventi da realizzare.

Ed è probabilmente questo il passaggio sul quale oggi si concentra l’attenzione: l’annuncio di una somma non equivale alla disponibilità delle risorse, né tantomeno all’apertura di un cantiere. Campo annuncia quindi la presentazione di un emendamento da 2 milioni di euro per Modica, chiedendo contemporaneamente alla Regione di predisporre una risposta più ampia per gli altri comuni siciliani alle prese con problemi analoghi.

Il cimitero modicano, infatti, non sarebbe un’eccezione. Criticità vengono segnalate in diversi centri siciliani, da Siracusa a Catania, passando per Marsala, Villabate, Favara, Calatabiano, Aci Catena e Piedimonte Etneo. Problemi diversi per natura e gravità, ma accomunati dalla necessità di intervenire su strutture, sicurezza, accessibilità e gestione degli spazi.

La questione, quindi, potrebbe diventare più grande del singolo caso Modica: quanto è disposta a investire la Regione per affrontare un problema che riguarda strutture essenziali per le comunità ma che raramente finiscono in cima alle priorità della spesa pubblica?

Sul fronte locale, la critica arriva da Piero Bellaera, rappresentante del gruppo territoriale M5S di Modica, che punta l’attenzione anche sul rapporto tra amministrazione e Comitato Pro-Cimitero. La contestazione è precisa: secondo Bellaera, il Comune non avrebbe costruito un vero percorso di confronto con il comitato che riunisce numerose famiglie direttamente coinvolte nella vicenda. È un altro elemento che emerge in una storia nella quale, finora, non sembrano essere mancati gli interventi a parole. Quello che continua a mancare, almeno secondo le opposizioni e il comitato, è un percorso condiviso, scandito da atti, risorse, tempi e lavori verificabili.

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