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Punta di Mola, l’erosione è l’emergenza: «Bisogna intervenire prima che sia compromessa la strada»
06 Set 2026 19:01
Secondo incontro del Comitato spontaneo con Calabrese, Dipasquale e Schininà. Il deputato regionale verificherà alla Regione la presenza di interventi programmati e le risorse disponibili
RAGUSA – L’erosione della costa e la conseguente necessità di mettere in sicurezza la strada sono le priorità per Punta di Mola. È quanto emerso dal secondo incontro promosso dal Comitato spontaneo di Punta di Mola, al quale hanno partecipato il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale Peppe Calabrese, il deputato regionale del Pd all’Ars Nello Dipasquale e il segretario cittadino del Partito Democratico Riccardo Schininà.
La riunione è servita ad approfondire le istanze dei residenti e a individuare i primi percorsi istituzionali da seguire per arrivare a interventi concreti. Al centro del confronto soprattutto l’avanzamento dell’erosione nel tratto costiero di Punta di Mola, che secondo il Comitato rappresenta ormai una situazione da affrontare con urgenza.
«Il problema non riguarda più soltanto la progressiva scomparsa della spiaggia. Le mareggiate stanno scavando sotto la costa e l’erosione interessa ormai l’area a ridosso della sede stradale – sottolinea il Comitato –. Per questo riteniamo che la difesa della costa debba precedere qualsiasi altro intervento di riqualificazione. Non possiamo aspettare che si verifichi un cedimento per cominciare ad affrontare il problema».
Durante l’incontro sono state esaminate diverse possibilità per arrivare alla realizzazione di opere di protezione della costa, distinguendo tra gli interventi che dovranno essere programmati a livello comunale e le opportunità che potrebbero arrivare dalla programmazione regionale.
Proprio sul fronte regionale, Nello Dipasquale ha assunto l’impegno di effettuare alcune verifiche presso gli uffici della Regione Siciliana. In particolare, bisognerà accertare se Punta di Mola sia stata inserita nella pianificazione degli interventi contro l’erosione costiera predisposta dopo gli eventi meteorologici estremi degli ultimi anni e quale sia l’attuale situazione presso il Genio delle Opere marittime.
Sarà inoltre verificata la possibilità di individuare risorse regionali per finanziare un intervento strutturale di difesa della costa.
L’ipotesi dei blocchi di cemento di Cozzo Cappello
Tra le ipotesi emerse durante il confronto c’è anche quella relativa ai grandi blocchi di cemento presenti da decenni nell’area di Cozzo Cappello. Il Comitato propone di verificare se questi manufatti possano essere recuperati e utilizzati, qualora tecnicamente possibile, nell’ambito di un intervento di difesa costiera.
Prima di valutare concretamente questa soluzione, però, dovranno essere chiariti alcuni aspetti fondamentali: innanzitutto la situazione relativa alla proprietà dei manufatti e, successivamente, la loro effettiva utilizzabilità sotto il profilo tecnico, considerato il lungo periodo trascorso dalla loro realizzazione.
«È un’ipotesi che merita di essere approfondita perché, se risultasse tecnicamente e giuridicamente percorribile, consentirebbe di affrontare contemporaneamente due problemi: contribuire alla protezione della costa e liberare l’area di Cozzo Cappello dalla presenza di una grande quantità di manufatti in cemento abbandonati da decenni», spiega il Comitato. «Ma vogliamo procedere con serietà: prima occorrono tutte le verifiche necessarie».
Il confronto con il Comune
Parallelamente resta aperto il confronto con l’Amministrazione comunale. Il Comitato ribadisce la richiesta di un progetto complessivo per la fascia costiera compresa tra il molo di Ponente e Punta di Mola, con l’obiettivo di definire non soltanto gli interventi di difesa della costa, ma anche quelli successivi di riqualificazione dell’intera area.
I residenti chiedono quindi di conoscere quali interventi siano stati programmati dal Comune e quali siano i tempi previsti. Il Comitato ritiene inoltre necessario un confronto diretto con il sindaco, nel quale l’Amministrazione possa assumere impegni precisi davanti ai cittadini.
«La riqualificazione, il decoro, l’accessibilità e una migliore fruizione della scogliera rimangono obiettivi fondamentali del nostro comitato. Ma oggi dobbiamo stabilire un ordine delle priorità: prima bisogna fermare l’erosione e mettere in sicurezza la costa, poi potremo costruire un progetto capace di restituire dignità e servizi a tutto il tratto compreso tra il porto e Punta di Mola».
Il Comitato spontaneo continuerà a seguire il percorso avviato insieme a Calabrese, Dipasquale e Schininà. Dopo le verifiche che saranno effettuate presso gli uffici regionali, è previsto un nuovo momento di confronto per fare il punto sulla situazione, comprendere quali strumenti siano concretamente disponibili e definire i successivi passaggi istituzionali.
L’obiettivo, sottolineano i promotori, è trasformare le richieste dei residenti in un percorso concreto di interventi, partendo dalla questione più urgente: fermare l’avanzata dell’erosione prima che la situazione possa compromettere anche la sicurezza della strada.

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