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“I Persiani” di Eschilo conquistano il Teatro Greco di Siracusa: grandi applausi per la regia di Àlex Ollé
14 Giu 2026 17:40
Un lungo e caloroso applauso ha salutato il debutto de I Persiani di Eschilo al Teatro Greco di Siracusa, confermando ancora una volta la forza e l’attualità del più antico testo tragico giunto fino a noi. La nuova messinscena firmata dal regista catalano Àlex Ollé, tra i fondatori della Fura dels Baus, ha inaugurato con successo una delle produzioni centrali della 61ª Stagione dell’INDA.
Davanti a oltre 4.500 spettatori, tra cui anche l’attrice premio Oscar Helen Mirren, oltre ad artisti come Aldo Baglio e Donatella Finocchiaro, lo spettacolo ha conquistato il pubblico con una lettura intensa e contemporanea della tragedia di Eschilo, che resterà in scena a Siracusa fino al 28 giugno prima di approdare al Teatro Grande di Pompei dal 10 al 12 luglio.
La traduzione di Walter Lapini restituisce tutta la potenza del testo originario, che mette al centro non la celebrazione della vittoria greca, ma il punto di vista dei vinti. Una scelta narrativa che, come sottolinea il traduttore, rende l’opera “una lezione di stile”: Eschilo dà voce ai Persiani sconfitti, ai loro dubbi, al loro dolore, al senso di smarrimento dopo la battaglia di Salamina.
È proprio questa prospettiva a guidare l’impianto registico di Àlex Ollé, che costruisce una scena dominata da un grande elemento scenografico ideato da Alfons Flores. Uno spazio che si trasforma continuamente: tavolo del consiglio degli anziani, tomba del re Dario, sala strategica, mappa del mondo. Un dispositivo teatrale che diventa metafora del potere e della sua fragilità, fino a mostrare Serse come unico superstite e simbolo della rovina imperiale.
“L’intenzione è illustrare un potere capace di sopravvivere e prosperare attraverso i propri fallimenti”, spiega Flores, in un’idea scenica che trasforma la catastrofe persiana in riflessione universale sulla politica e sulla sua ossessione per la continuità.
Fondamentale anche il lavoro sui costumi di Lluc Castells, che traduce in immagini la struttura gerarchica del potere, e quello delle musiche di Josep Sanou, che costruiscono una partitura sonora della guerra vista non dal campo di battaglia, ma dall’attesa: quella delle madri, degli anziani, di una città sospesa nell’assenza.
“Mettere in scena oggi I Persiani significa restituire vitalità a un classico che parla ancora al presente”, ha dichiarato il regista. “La tragedia diventa riflessione sull’illusione del potere perpetuo e sulla sua inevitabile fragilità”.
In scena un cast di primo piano: Anna Bonaiuto è Atossa, Alessio Boni interpreta l’Ombra di Dario, Massimo Nicolini Serse e Giuseppe Sartori il Messaggero, affiancati da Marco Maria Casazza nel ruolo del capo coro e da un ampio ensemble corale composto anche dagli allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico.
La produzione si inserisce nel programma della 61ª Stagione al Teatro Greco di Siracusa, sostenuta da importanti partner istituzionali e privati, e conferma la vocazione internazionale dell’INDA nel coniugare tradizione classica e linguaggi contemporanei.
Con questa nuova lettura de I Persiani, Àlex Ollé firma uno spettacolo che non si limita a raccontare la guerra del passato, ma la trasforma in una riflessione urgente sul presente: sul potere, sulle sue illusioni e sulle sue inevitabili conseguenze.

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