West Nile e zanzare, allerta nel Ragusano: dall’Asp nuove linee guida per prevenzione e comportamenti

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Le zanzare non sono più soltanto un fastidio estivo, ma un potenziale rischio per la salute pubblica. In collaborazione con l’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa, vengono diffuse le nuove linee guida per la sorveglianza e la prevenzione del virus West Nile, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza dei cittadini e ridurre la proliferazione dei vettori.

Il documento punta soprattutto sulla prevenzione domestica e sui comportamenti quotidiani, sottolineando come la collaborazione dei cittadini sia fondamentale per contenere la diffusione delle zanzare.

Arbovirosi: cosa sono e perché preoccupano

Le arbovirosi sono malattie virali trasmesse attraverso la puntura di insetti vettori, principalmente zanzare e zecche. Tra le più conosciute figurano Dengue, Zika, Chikungunya e West Nile, tutte costantemente monitorate dalle autorità sanitarie.

Nel territorio siciliano e nella provincia di Ragusa, la presenza combinata di clima caldo-umido e zone umide favorisce la proliferazione delle zanzare, rendendo necessario un controllo costante.

Le specie presenti nel territorio ibleo

Nel Ragusano convivono principalmente due specie di zanzare:

La zanzara comune (Culex pipiens), attiva soprattutto nelle ore serali e notturne e principale vettore del virus West Nile.
La zanzara tigre (Aedes albopictus), aggressiva e attiva anche di giorno, favorita dai ristagni d’acqua in ambito urbano.

Gli esperti sottolineano come sia impossibile eliminare completamente le zanzare, ma fondamentale contenerne la diffusione attraverso azioni preventive.

West Nile: come si trasmette e quali sono i rischi

Il virus West Nile è stato rilevato in Sicilia a partire dal 2024, probabilmente introdotto tramite gli uccelli migratori.

Il ciclo di trasmissione avviene tra uccelli selvatici e zanzare, che possono poi trasmettere il virus all’uomo o al cavallo. Tuttavia, non esiste contagio diretto tra persone.

Nella maggior parte dei casi l’infezione è asintomatica o lieve. Circa l’80% delle persone infette non sviluppa sintomi, mentre una piccola percentuale può presentare forme più gravi, soprattutto soggetti anziani o fragili.

Prevenzione: eliminare i ristagni d’acqua

Le linee guida sottolineano un punto centrale: eliminare ogni ristagno d’acqua è la misura più efficace per interrompere il ciclo di riproduzione delle zanzare.

Tra le azioni raccomandate figurano lo svuotamento quotidiano di sottovasi e ciotole per animali, la rimozione di oggetti che possono raccogliere acqua piovana, la corretta conservazione di secchi e contenitori e l’attenzione agli spazi esterni come cortili e terrazzi.

Particolare attenzione anche ai cimiteri, dove i vasi devono essere riempiti con materiali che evitino l’accumulo di acqua.

Protezione degli ambienti e manutenzione

Le indicazioni includono anche la copertura di serbatoi e cisterne, la manutenzione delle grondaie e il trattamento periodico dei tombini con prodotti larvicidi.

La cura del verde domestico, con taglio regolare dell’erba e rimozione delle sterpaglie, contribuisce inoltre a ridurre le aree di riposo per le zanzare adulte.

In presenza di fontane o piccoli laghetti, viene suggerito l’impiego di pesci larvivori, come i pesci rossi o la gambusia, per contenere naturalmente la proliferazione delle larve.

Attenzione all’uso degli insetticidi

Il Ministero della Salute sconsiglia l’uso massiccio di prodotti adulticidi nebulizzati, che hanno efficacia limitata e possono avere impatti negativi sull’ambiente e sugli insetti utili.

La strategia indicata è chiara: intervenire sulle larve e sui ristagni d’acqua, piuttosto che sugli insetti adulti.

Una responsabilità condivisa

Le autorità sanitarie ribadiscono che la lotta al West Nile e alle zanzare è una responsabilità collettiva. La prevenzione domestica e i corretti comportamenti quotidiani rappresentano la prima e più efficace forma di difesa per tutelare la salute pubblica nel territorio ibleo.

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