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San Giorgio prende forma nell’arte: Modica si emoziona davanti al dittico di Ilde Barone
12 Apr 2026 13:38
C’è stato un momento, sabato sera, in cui il silenzio ha preso il posto delle parole. Poi la musica, lo sguardo del pubblico, e infine l’emozione condivisa. A Modica lo svelamento del dittico dedicato a San Giorgio firmato da Ilde Barone è diventato molto più di un evento artistico: un rito collettivo capace di unire fede, identità e bellezza.
Le due grandi tele, protagoniste della mostra “Santi – Icone per un tempo profano”, raffigurano San Giorgio e Santa Margherita e si inseriscono come fulcro simbolico del percorso espositivo, proprio alla vigilia delle celebrazioni dedicate al patrono della città. Opere imponenti, ispirate anche alla statua custodita nel Duomo di San Giorgio, che hanno saputo toccare corde profonde nella comunità.
A introdurre la serata è stato il giornalista Enzo Scarso, davanti a un pubblico numeroso e partecipe, composto da cittadini, fedeli e rappresentanti istituzionali. Tra questi anche la sindaca Maria Monisteri, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa: un momento “quasi magico”, capace di raccontare non solo la devozione personale dell’artista, ma quella di un’intera città che si riconosce nei valori di San Giorgio.
A rendere ancora più intensa l’atmosfera è stata la musica della Banda musicale Città di Modica Belluardo-Risadelli, diretta dal maestro Corrado Civello, che ha eseguito i brani tradizionalmente legati alla processione del Santo. Un accompagnamento sonoro che ha trasformato la serata in un’esperienza immersiva, tra arte e memoria collettiva.
Presente anche l’associazione dei portatori di San Giorgio, guidata da Simone Lucifora, a testimonianza del legame profondo tra l’opera artistica e la devozione popolare. Un filo diretto che si è rafforzato nel momento della benedizione delle tele, officiata da Michele Fidone, parroco della chiesa di San Giorgio.
Per Ilde Barone, profondamente legata al Santo anche per tradizione familiare, la realizzazione del dittico rappresenta un gesto naturale, quasi necessario, all’interno del progetto “Santi”. Un percorso artistico che non si limita alla rappresentazione, ma diventa atto di fede e restituzione alla comunità.
Non a caso, al termine della mostra, le opere saranno donate al Duomo, entrando a far parte del patrimonio religioso della città. Un passaggio che suggella il dialogo tra arte contemporanea e tradizione, trasformando un’esposizione temporanea in eredità permanente.
La mostra “Santi” sarà visitabile fino al 26 aprile, giorno in cui Modica celebrerà il suo patrono, in un intreccio sempre più stretto tra linguaggi artistici, identità e devozione.
Un evento che non si è limitato a essere visto, ma è stato vissuto. E che lascia il segno, ben oltre le pareti della mostra.







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