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G I U L I A N A
22 Nov 2012 22:15
Si erano conosciuti da appena due mesi, Giuliana si era rattristata al solo pensiero di non vederlo per un mese intero.
E proprio su una di quelle panchine nei giardini in cima alla scalinata di Piazza della Vittoria, si erano detti addio. Era una calda giornata di fine Luglio, Michele aveva finito appena gli esami e doveva ritornare a casa in Sicilia. Temevano che la loro passione, il loro amore potesse finire così come un lampo nella notte, come la durata di un temporale estivo o un incontro fortuito esaltato dai colori della primavera.
Lei con il viso tirato e con il cuore a pezzi gli confessò: “Michele, fino ad oggi, non sono mai uscita con un uomo, perché non sentivo niente, nessuna attrazione, nessun sentimento, con te è stato diverso, ora mi sento una donna vera ed ho paura di perderti prima ancora di averti, ho paura di non vederti più”. Era la prima volta che lei gli apriva completamente il suo cuore e il pensare di dover partire, dava anche a lui una grande malinconia e lo faceva sentire piccolo e inconsistente, come una foglia secca, portata via dal vento d’autunno. Quel pomeriggio l’abbracciò, la strinse forte al suo cuore, e baciandola con tutta la sua passione pianse d’amore.
Lui partì per la Sicilia dove avrebbe trascorso le sue vacanze assieme alla mamma, al fratello e a tutti i suoi amici. Lei e suo papà sarebbero andati sulle colline, a pochi chilometri da Sassello, tra i castagneti dove poteva soddisfare la sua passione per la ricerca del prelibato frutto dei boschi: il fungo. Michele, a casa, trovò una lettera di Marlene, una ragazza di Malta che aveva conosciuto nel 1954 a Siracusa, durante una gita scolastica organizzata dall’Istituto dove frequentava il terzo liceo Scientifico.
Avevano assistito alla grande interpretazione di Vittorio Gassman, nel “Il Prometeo incatenato”, una tragedia greca, rappresentata nel proprio “habitat” e in una meravigliosa cornice naturale, il tramonto conferiva all’antico Teatro Greco dei colori quasi irreali.
Al mattino si erano incontrati al porto, anche Marlene era venuta da Malta con la scolaresca per lo stesso scopo, lei parlava soltanto inglese, e prima di salutarsi, si erano scambiati gli indirizzi, promettendo di scriversi. La corrispondenza tutta in inglese servì a Michele per migliorare il suo profitto a scuola.
Nell’agosto del 1955, lui, invitato da Marlene era andato per un paio di settimane a Malta. Lei gli fece girare in lungo e in largo l’isola, anche La Valletta dove Michele era arrivato con la nave.
I giorni passarono veloci, Michele era rimasto entusiasta delle belle giornate trascorse assieme. Lui, mangiava a casa di lei e dormiva in un appartamentino indipendente di proprietà dei genitori. Qui si erano scambiati baci ed effusioni innocenti, avevano dato sfogo alle scintille dell’ardente giovinezza.
Michele per ricambiare, l’aveva invitata a venire in Sicilia quando voleva. Così, Marlene nella lettera confermava il giorno e l’ora del suo arrivo al porto di Siracusa. Michele, ora che aveva conosciuto Giuliana, non era ben disposto ad incontrarsi con lei, ma non poteva non ospitarla visto che lei e la sua famiglia erano stati così gentili con lui.
Comunque due settimane sarebbero passate rapidamente. E poi era l’occasione giusta per farle capire che il suo cuore ora apparteneva ad un’altra donna.
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