TUTTA LA VERITA’ SULL’UNIVERSITA’ A RAGUSA

E’ da mesi che ormai si discute del futuro delle Facoltà di Agraria, Giurisprudenza e Lingue a Ragusa. Tante cose sono state dette, tante altre sono state smentite. Le pagine dei giornali, on line e non, sono state riempite di promesse fatte da politici agli studenti e alle loro famiglie che da tempo attendono di conoscere tutta la verità sulla questione.

Oggi in redazione è arrivata una lettera che ci spiega però che anche se la speranza è l’ultima a morire, chi auspicava che alla fine Agraria e Giurisprudenza avrebbero avuto sede a Ragusa sarà costretto a ricredersi: i giochi sono stati fatti a luglio dal Tribunale Amministrativo Regionale di Catania.

Testardaggine del Rettore? Risorse finanziare insufficienti? Come ha dichiarato giusto ieri il Presidente della Provincia Franco Antoci.  Niente di tutto questo.

Il TAR ha infatti deciso che ha valore la transazione rispetto all’approvazione dello statuto d’ateneo,  come era invece stato richiesto dal ricorrente Preside di Lingue di Catania.

Nell’accordo approvato nel 2010 tra ateneo e i firmatari Antoci, Di Pasquale e Giovanni Mauro si legge nero su bianco che la Facoltà di Lingue resta a Ragusa e che a Catania per la stessa Facoltà si va ad esaurimento. Per quanto riguarda invece Agraria e Giurisprudenza rimangono a Catania con effetto immediato senza alcuna previsione di esaurimento dei corsi.

Tutte le discussioni e i dibattiti dunque risultano essere superflui perché nel momento in cui chiunque si senta leso dalla mancata applicazione della transazione è in diritto di agire affinché invece venga applicata interamente.

In sostanza, se mai venisse raggiunto un accordo per cui Agraria e Giurisprudenza andassero ad esaurimento verrebbe disattesa la sentenza del TAR che riconosce invece la piena validità dell’accordo sottoscritto precedentemente.

Insomma, una situazione complessa e ingarbugliata. Molte dichiarazioni, e troppe smentite. Molte mezze verità, e troppe fandonie.

In fondo gli studenti e le famiglie non vogliono che chiarezza. E’ forse chiedere la luna?

Come cittadini abbiamo il diritto di sapere come stanno davvero le cose. Girare intorno alla verità senza mai dirla porta all’esasperazione, soprattutto quando c’è di mezzo il futuro dei giovani.

Abbiamo bisogno di figure politiche che non solo la fiducia ce la ispirino, ma che si meritino di riceverla. Magari è più semplice evitare di ammettere alcune verità forse scomode, ma come più volte è stato dimostrato, la verità viene sempre a galla. E’ solo questione di tempo.

Chiediamo dunque ai politici che si occupano del futuro dell’Università di Ragusa, e quindi del futuro dei giovani di questa Provincia, che facciano chiarezza e che una volta per tutte siano onesti con i cittadini. Ce lo devono.

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