La Regione taglia i fondi per ciechi e ipovedenti. Critiche da Unione Ciechi Ragusa - Ragusa Oggi

La Regione taglia i fondi per ciechi e ipovedenti. Critiche da Unione Ciechi Ragusa


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La Regione taglia i fondi per ciechi e ipovedenti. Critiche da Unione Ciechi Ragusa
Attualità
25 marzo 2019 10:21

TROPPI I TAGLI DELLA REGIONE PER CIECHI E IPOVEDENTI, A RAGUSA

LA QUESTIONE DIBATTUTA NEL CORSO DELLA 66ESIMA ASSEMBLEA PROVINCIALE DEI SOCI DELL’UICI. APPROVATI RELAZIONE E CONSUNTIVO

L’attività istituzionale della sezione territoriale di Ragusa dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, nel corso del 2018, è stata costellata di iniziative in tutti i settori organizzativi, sociali, socio-assistenziali, socio-sanitari, culturali, ricreativi, sportivi e promozionali. Ne viene fuori un bilancio positivo per le iniziative realizzate e per i servizi istituzionali offerti.

E’ quanto emerso in occasione dell’approvazione della relazione finale della 66esima assemblea provinciale dei soci dell’Uici di Ragusa tenutasi nella sede di via Fucà. Il presidente Uici Ragusa, Salvatore Albani, alla presenza del presidente Uici Palermo, Tommaso Di Gesaro, di Renzo Minincleri, presidente del consiglio regionale della Sicilia e di Francesca Oliveri, vice presidente del consiglio regionale, ha illustrato i contenuti della relazione, assieme al consuntivo 2018, che è stata approvata all’unanimità.

Al contempo è stato preso atto di come i tagli della Regione Sicilia, pari a 300.000 euro per tutte le sezioni presenti nell’isola, incideranno parecchio sulle attività svolte. Sono circa 15mila i ciechi e gli ipovedenti in Sicilia, 800 nell’area iblea, 431 i soci in città. “A causa di questi tagli – ha spiegato il presidente Albani – ci siamo visti costretti da un lato a ridurre i nostri servizi, dall’altro abbiamo cercato di colmare questi vuoti con attività alternative come il nostro ambulatorio oculistico per la prevenzione della cecità che ha fatto e continua a fare registrare numeri molto interessanti.

L’Uici resta, comunque, l’unico punto di riferimento per non vedenti e ipovedenti e cerca di fare il possibile anche quando le risorse scarseggiano. Insomma, non ci fermiamo mai. E’ ovvio che dispiace che strutture come la stamperia regionale Braille dove si producono testi per i nostri soci debba fare i conti con questi tagli che rischiano di garantire meno servizi agli associati. Speriamo che qualcosa, in futuro, da questo punto di vista, possa cambiare in meglio perché è inspiegabile un taglio del genere penalizzante nei confronti di una categoria debole”.

Di Gesaro, che ha colto l’occasione dell’assemblea per presentare il suo primo libro, “Colori nella penombra”, ha sottolineato che “si tratta di un momento di grande difficoltà che, però, cercheremo di superare così come abbiamo fatto sempre. E poi non dimentichiamo che i ragazzi del Servizio civile ci danno non una ma due grosse mano d’aiuto. I bisogni crescono in una società complessa come quella attuale e le persone con difficoltà vivono situazioni difficili. Anche i soldi erogati a titolo di pensione rischiano di non essere più sufficienti per una vita dignitosa”.

Soffermandosi sul libro, poi, Di Gesaro ha spiegato di averlo scritto perché, a un certo punto, ha voluto focalizzare con la massima attenzione il proprio vissuto. Molto interessante, inoltre, la mostra tiflotecnica promossa, nei locali dell’Uici in occasione dell’assemblea, da Gioacchino Di Gloria. “I nostri bambini affetti da problematiche visive – ha spiegato – hanno l’opportunità di potere studiare alla pari degli altri ragazzini normodotati purché siano supportati da questi strumenti.

La nostra è stata una piccola dimostrazione di ausili che riguardano le diverse aree disciplinari, dalla sezione linguistica alla logico-matematica, da quella artistica all’altra storica: i nostri ragazzini riescono a svolgere le attività didattiche con questi strumenti che possono essere acquisiti tramite il Servizio sanitario nazionale”.

 

 

 


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