In bilico il viaggio missionario della Diocesi di Noto a quella gemella di Butembo-Beni in Congo

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Il viaggio missionario di dodici persone, fra laici e sacerdoti della Diocesi netina, è programmato con partenza il 16 luglio per concludersi l’8 agosto giorno di ritorno da Butembo Beni. Ma la gravissima situazione di sconvolgimento sociale e politico, di guerriglia, di massacri e di invasione del territorio congolese, da parte dell’avanzata di truppe di ribelli M23 che stanno facendo scempio dei villaggi, incendiando case, macchine e persone e decimando famiglie, intere sta mettendo in forse la missione. “Il nostro viaggio missionario rimane appeso ad un filo di speranza e dipende dalla risposta che riceveremo dalla diocesi gemella di Butembo-Beni, in attesa dello sviluppo degli eventi nei prossimi giorni – spiega la direttrice del centro missionario netino, Carmela Giurdanella – molti villaggi hanno subito incursioni di ribelli guerriglieri armati che seminano continuamente stragi, morte e paura. Per tale motivo molti sono gli sfollati che fuggono dai loro villaggi per trasferirsi e trovare rifugio ed accoglienza presso familiari ed amici, nelle grandi città di Butembo e di Beni”.

La cronaca di una guerriglia prosegue nel racconto che viene fatta a tutta la chiesa netina ed alla comunità diocesana dall’ufficio missionario.

“L’esercito dei ribelli che avanza verso Butembo incute molta paura e sgomento, perché non si sa cosa fare, visto che l’esercito congolese rimane in ritirata, passivamente supino a tale situazione di vero e proprio assedio. Le truppe sono già a circa 120 Km da Butembo ed avanzano inesorabilmente incutendo tensione, angoscia e terrore.
Molti giovani a Butembo stanno reagendo, realizzando manifestazioni violente e cruente contro i ribelli e contro chi li tollera senza combatterli. Tutto ciò crea disagio, povertà, fame – conclude Carmela Giurdanella – l’abbandono dei campi ingenera povertà e fame perché non permette di lavorare e di coltivare, determinando un vero collasso dell’economia con estrema povertà di mancanza di prodotti alimentari. Il sovraffollamento delle città di Butembo – Beni, dovuto all’esodo dai villaggi, ha moltiplicato il numero di persone nelle case riunendo familiari ed amici con la conseguente mancanza di risorse per tutti e di acqua e di cibo, col rischio sempre più alto per la popolazione di contrarre malattie e favorire gravi epidemie infettive della collettività, col rischio di vera e propria emergenza sanitaria.
In questo momento particolare urge essere di aiuto e di sostegno solidale alla nostra diocesi gemella, per donare il nostro contributo di solidarietà e di condivisione”.

Il silenzio a questi massacri?

Da Noto l’appello. “Questa storia di massacri e di guerra continua e sommersa dell’Africa è come se non interessasse a nessuno, l’indifferenza mediatica ed il silenzio stampa su questa situazione aggrava ancora di più lo scenario di guerra rendendolo subdolo, infiltrante e corrosivo, quasi in tacito accordo e consenso a livello internazionale per interessi economici che vedono l’Africa preda appetibile, quale terra ricchissima di risorse minerarie di coltan, materia prima indispensabile per la nostra tecnologia di computer e cellulari – dice ancora la missionaria netina – come Ufficio missionario diocesano e di cooperazione missionaria tra le Chiese, chiediamo un accorato appello di preghiera per i nostri fratelli gemelli della diocesi di Butembo-Beni che stanno vivendo queste gravissime difficoltà. Si elevi al Signore da tutta la Chiesa di Noto una preghiera umile, corale, incessante e supplichevole”.

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