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GIORNO DELLA MEMORIA, 27 GENNAIO , DEDICATO ALLA RESISTENZA EBRAICA
18 Gen 2013 18:06
Quest’anno il GIORNO DELLA MEMORIA è riservato alla RESISTENZA EBRAICA. Gli ebrei non furono solo coloro che vennero sterminati, ma la loro storia vede, come d’altronde, altrove, una Resistenza organizzata, quindi una reazione del popolo ebraico al loro sterminio e alla loro persecuzione.
Il tema della Shoah “é un tema che mi sta molto a cuore e che é molto cresciuto nella coscienza nazionale” ha detto il ministro per l’Integrazione e la Cooperazione, Andrea Riccardi, presentando stamani a Palazzo Chigi gli eventi previsti quest ‘anno e patrocinati dal Comitato di coordinamento per le celebrazioni in ricordo della Shoah, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.
“Quest’anno – ha spiegato Riccardi – la giornata è dedicata agli ebrei che resistettero con le armi ai nazisti. E’ importante far conoscere ai giovani aspetti meno noti della storia della distruzione degli ebrei in Europa. E’ giusto ricordare chi partecipò alla Resistenza europea e italiana”.
La scelta del tema è direttamente collegata al 70 mo Anniversario del Ghetto di Varsavia. Le ribellioni nei ghetti erano cominciate già nel 1942, per poi sfociare nelle rivolte del ’43 e del ’44, non solo nei ghetti ma anche nei campi di sterminio., “Non bisogna dividere la resistenza attiva da quella passiva. Ciascun gruppo resiste come sa e come può. La resistenza degli ebrei è stata nel difendere i propri figli, nell’allontanare la morte, nel far sopravvivere i valori, nella stessa preghiera, nell’autodifesa. Bisogna far emergere, come senso di questa giornata, come si possa resistere anche a mani nude”. Dice Andrea Riccardi, aggiungendo che”Obiettivo del Giorno della memoria è non dimenticare per non ripetere” ha aggiunto il ministro.
Le scuole, che organizzano,ogni anno il giorno della memoria, potranno prevedere incontri, non solo mirati alle scolaresche, ma alla società civile, facendo conoscere quella Memoria da un altro punto di vista, quella di un popolo , che non ha subito solo passivamente, come è passato nell’immaginario collettivo, ma ha anche combattuto.
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