Tumore al seno, quattro donne su dieci senza invito allo screening. E in provincia di Ragusa?

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Il tumore al seno continua a essere la neoplasia più frequente tra le donne italiane, con circa 59 mila nuove diagnosi ogni anno. E se i progressi della medicina hanno contribuito a ridurre la mortalità, resta un problema che rischia di compromettere l’efficacia della prevenzione: non tutte le donne hanno le stesse possibilità di accedere ai programmi di screening.

A sollevare la questione è un’indagine condotta da Salute Donna ODV su 2.000 donne, presentata alla Camera dei Deputati in occasione di Ottobre Rosa, il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno. Il dato nazionale è significativo: soltanto il 59% delle intervistate dichiara di aver ricevuto un invito allo screening mammografico. In altre parole, quattro donne su dieci riferiscono di non essere mai state invitate dalle strutture sanitarie locali. Ma è soprattutto il divario territoriale a preoccupare. Al Nord la percentuale raggiunge il 67%, al Centro si ferma al 56%, mentre al Sud scende al 30% e nelle Isole al 34%. Una differenza che pone interrogativi anche sull’organizzazione della prevenzione in Sicilia e, in particolare, nella provincia di Ragusa.

Ragusa, il dato che preoccupa: soltanto il 34% aderiva allo screening organizzato

A rendere ancora più concreto il problema è un dato specifico della provincia di Ragusa, contenuto nel rapporto PASSI Sicilia 2023-2024, pubblicato nell’ambito del sistema di sorveglianza sanitaria dell’Istituto superiore di sanità. Tra le donne di età compresa fra 50 e 69 anni, soltanto il 34% aveva effettuato una mammografia nell’ambito di un programma di screening organizzato. Si tratta del valore più basso tra quelli riportati per le province siciliane, a fronte di una media regionale del 47% e di punte del 67% ad Agrigento e Caltanissetta. Un dato che non misura gli inviti ricevuti, ma la partecipazione effettiva ai programmi organizzati. E che restituisce comunque una fotografia preoccupante della prevenzione nel territorio ibleo.

Nel 2025 un miglioramento, ma la partecipazione resta sotto il 40%

Un segnale positivo arriva dai dati più recenti dell’Asp di Ragusa. Al 31 dicembre 2025, infatti, l’adesione allo screening mammografico ha raggiunto il 39,8%, superando l’obiettivo LEA del 35%. Un risultato che testimonia un miglioramento dell’attività di prevenzione, anche se gli indicatori delle due rilevazioni non sono perfettamente sovrapponibili. Tra le iniziative messe in campo dall’Azienda sanitaria figura anche il progetto itinerante “Salute a bordo”, che ha consentito di effettuare 731 mammografie avvicinando i servizi sanitari alle cittadine. L’Asp ha inoltre acquistato due motorhome attrezzati per rafforzare ulteriormente gli screening sul territorio.

La questione, dunque, non riguarda soltanto la disponibilità degli esami, ma la capacità del sistema sanitario di raggiungere tutte le donne, soprattutto quelle che vivono nei centri più periferici o incontrano maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi. L’obiettivo resta quello di rafforzare la prevenzione, ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire un accesso più uniforme agli screening e ai test genetici.

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