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Strade colabrodo, Ammatuna perde la pazienza: stop immediato ai lavori dell’Enel a Pozzallo!
19 Ott 2026 10:33
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C’è un problema che accomuna tante città, grandi e piccole: si spendono soldi pubblici per sistemare le strade, si interviene per restituire decoro alle arterie urbane e, dopo poco tempo, tutto torna come prima. Buche, avvallamenti, rattoppi approssimativi e scavi che sembrano non finire mai.
A volte basta qualche settimana perché una strada appena asfaltata venga nuovamente aperta per lavori alla rete elettrica, alla fibra ottica o ad altri sottoservizi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il denaro pubblico viene investito per migliorare la viabilità, ma la mancanza di un adeguato coordinamento tra gli interventi rischia di vanificare gli sforzi e di lasciare ai cittadini una rete stradale sempre più compromessa.
Pozzallo non è certo l’unica città a fare i conti con questa situazione, ma adesso il sindaco Roberto Ammatuna ha deciso di alzare il livello dello scontro, assumendo una posizione netta nei confronti delle imprese incaricate dall’Enel. Oggi sono iniziate le operazioni di scarificazione di diverse arterie urbane, propedeutiche alla realizzazione del nuovo manto stradale. Contestualmente, il primo cittadino ha ordinato la sospensione immediata dei lavori dell’Enel su tutto il territorio comunale, fino a quando l’azienda non assumerà impegni chiari e precisi sia sull’esecuzione degli scavi sia, soprattutto, sul ripristino dell’asfalto nel rispetto delle norme vigenti.
La motivazione è inequivocabile: non è accettabile che l’amministrazione comunale impegni somme ingenti, provenienti da finanziamenti regionali e nazionali, per asfaltare le strade e che successivamente altri interventi lascino le arterie cittadine in condizioni di degrado. Il problema, infatti, non è impedire i lavori necessari per migliorare le infrastrutture, ma pretendere che vengano eseguiti con criterio, responsabilità e attenzione per il patrimonio pubblico. Scavare è talvolta indispensabile; lasciare una strada con un ripristino approssimativo, invece, non può diventare una consuetudine tollerata.
La questione, peraltro, non riguarda soltanto il decoro urbano o il fastidio provocato da buche e dislivelli. L’asfalto ammalorato può trasformarsi in un pericolo concreto per la sicurezza stradale, soprattutto per motociclisti e ciclisti, maggiormente esposti alle conseguenze di una perdita di aderenza o di una manovra improvvisa per evitare un ostacolo. Nel tempo, in diversi contesti si sono registrati anche gravi incidenti riconducibili alle condizioni della pavimentazione stradale. È un aspetto che non può essere sottovalutato né liquidato come una semplice questione di manutenzione: quando una strada presenta condizioni pericolose, la tempestività degli interventi diventa una necessità e non un’opzione. Naturalmente, le responsabilità dei singoli incidenti devono essere accertate caso per caso, ma il principio resta incontestabile: la sicurezza delle arterie urbane deve essere una priorità.
Occorrono garanzie concrete, tempi certi e il rispetto degli obblighi di ripristino. Non bastano promesse o rattoppi destinati a cedere alla prima sollecitazione: chi interviene sulla sede stradale deve restituirla in condizioni adeguate, senza scaricare sulla collettività il costo delle proprie mancanze.
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