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Sciopero dei Tir in Sicilia, adesione record: “Non si muove un camion. Pronti a fermarci a oltranza”
16 Ott 2026 08:19
Camion fermi nei piazzali, motori spenti e una protesta che, secondo gli organizzatori, sta registrando un’adesione senza precedenti. È questo il bilancio delle prime ore dello sciopero degli autotrasportatori siciliani, iniziato alla mezzanotte di oggi, venerdì 16 ottobre, per chiedere interventi immediati contro il caro gasolio.
“L’adesione al fermo dei trasporti ha superato ogni aspettativa, registrando una partecipazione totale. In tutta la Sicilia non circola un solo mezzo pesante“, afferma Salvatore Bella, coordinatore del Comitato trasporto siciliano (Cts). Una dichiarazione che fotografa, secondo il Comitato, la portata della mobilitazione, anche se il dato sull’effettiva adesione non è al momento verificato in maniera indipendente. La protesta, proclamata fino alla mezzanotte del 20 ottobre, non prevede blocchi stradali. Gli autotrasportatori aderenti hanno scelto di lasciare i propri mezzi nei piazzali, interrompendo le attività di trasporto. Una decisione che potrebbe avere ripercussioni sulla movimentazione delle merci e sull’approvvigionamento delle attività commerciali, con particolare attenzione alle produzioni agricole siciliane.
Bella sottolinea anche il sostegno che la categoria starebbe ricevendo da altri settori della società. “Il dato più significativo è lo straordinario sostegno ricevuto dai cittadini: studenti, commercianti, agricoltori e moltissimi operai sono al nostro fianco, incoraggiandoci a non mollare”. Al centro della vertenza resta il prezzo del carburante, considerato ormai insostenibile per le imprese dell’autotrasporto. «La riduzione del prezzo del carburante è una necessità assoluta per tutti. Sostenere costi così esorbitanti è ormai diventato impossibile», aggiunge il coordinatore.
E arriva anche l’avvertimento: lo sciopero potrebbe non concludersi il 20 ottobre. «Non abbiamo alcuna intenzione di cedere. Se sarà necessario, la protesta continuerà a oltranza. Senza risultati concreti, non libereremo i piazzali». Nel mirino del Comitato finisce anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, dopo la convocazione delle rappresentanze nazionali dell’autotrasporto per il prossimo 27 ottobre.
Una scelta che gli organizzatori siciliani contestano apertamente. “Riteniamo inspiegabile questo atteggiamento nei confronti degli autotrasportatori siciliani. Consideriamo un vero e proprio affronto la convocazione delle sigle sindacali nazionali che non stanno scioperando”. Secondo Bella, le organizzazioni convocate dal Ministero godrebbero di un riconoscimento istituzionale senza però rappresentare adeguatamente le difficoltà degli autotrasportatori del Mezzogiorno.
La protesta entra così nel vivo con una doppia richiesta: abbattere i costi del carburante e ottenere un confronto diretto con il Governo. Sullo sfondo resta il rischio di conseguenze per l’intera filiera distributiva siciliana, soprattutto se il fermo dovesse proseguire oltre i cinque giorni inizialmente annunciati.
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