Venticinque giorni di ricovero, la paura, un intervento chirurgico decisivo e, alla fine, il bisogno di dire grazie. È il senso della testimonianza che la famiglia Romano ha voluto affidare a RagusaOggi per raccontare l’esperienza vissuta all’ospedale Maggiore di Modica. Al centro del ringraziamento ci sono i reparti di Malattie Infettive e Chirurgia, dove il […]
Scicli, 14 anni dopo il femminicidio di Rosetta Trovato nasce una nuova speranza
19 Ott 2026 20:30
Casa delle Donne a Scicli e Giardino Segreto a Roma. Due realtà lontane per territorio ma accomunate da un fine. Stare vicino, abbracciare le famiglie in sofferenza morale e fisica per delitti di femminicidio e dargli aiuto. La Casa delle donne, in Sicilia, è la prima entità in aiuto all’universo femminile che sottoscrive l’accordo con un’associazione nazionale impegnata nella tutela dei figli e delle figlie delle donne vittime di femminicidio. “Al centro c’è la prevenzione, l’intercettazione delle situazioni di rischio e la costruzione di percorsi condivisi di protezione e accompagnamento” – questo il messaggio che arriva dopo un periodo di conoscenza di obiettivi ed impegni. Scicli è stata una delle prime città nell’isola dove si è registrato un femminicidio. Era il 2012 quando Rosetta Trovato, 38 anni, venne uccisa dal marito Massimo La Terra, 41 anni. Strangolata in casa davanti alla figlia della coppia, che allora aveva 15 anni. L’uomo, nell’ambito delle indagini, era stato fermato e arrestato dagli inquirenti dopo aver analizzato anche messaggi e indizi lasciati sui social. “L’accordo siglato con Il Giardino Segreto nasce da un percorso di collaborazione avviato da tempo e che oggi trova una formalizzazione concreta, con l’obiettivo di mettere in comune competenze, sensibilità ed esperienze per rispondere in maniera più efficace ai bisogni di chi, dopo il femminicidio, si trova ad affrontare una perdita devastante e spesso un percorso di vita segnato da traumi profondi – spiega la presidente Melania Carrubba – questo accordo apre la strada alla costruzione di nuove alleanze territoriali e ad un modello di intervento fondato sulla collaborazione tra associazioni, sulla condivisione delle buone pratiche e sulla centralità delle persone coinvolte”.
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