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Russo ucciso a Vittoria per una sigaretta negata? Condanna a 26 anni, ora tutto ruota attorno a una perizia
16 Ott 2026 08:39
E’stata fissata per il prossimo 10 dicembre la discussione del Procuratore generale, nel processo di Appello che riguarda l’omicidio del 22enne Giovanni Russo. In primo grado di giudizio, la Corte d’Assise di Siracusa aveva condannato a 26 anni di carcere il 29enne Alex Ventura e aveva stabilito risarcimenti per le parti civili costituite, per un totale complessivo di oltre due milioni e 100mila euro. Il difensore di Ventura, l’avvocato Santino Garufi aveva richiesto la rinnovazione del dibattimento e la nomina di un “super perito” dal momento che, secondo il legale, le perizie sulla capacità di intendere e volere di Ventura stilate dal consulente della difesa, il professore Salvatore Bruno, e del perito nominato dalla Corte d’Assise, il professore Antonino Petralia, avevano avuto degli esiti diametralmente opposti.
I fatti si erano verificati la sera del 27 febbraio del 2024 a Vittoria. Secondo la tesi dell’accusa, Ventura avrebbe incontrato per caso Russo vicino a casa sua; dopo averlo visto si sarebbe recato in casa, avrebbe preso un fucile e gli avrebbe sparato due colpi, uno alla testa e uno al cuore, a distanza ravvicinata. Le indagini vennero affidate ai carabinieri: il movente avrebbe avuto origine in una lite tra i due per una sigaretta negata un paio d’anni prima.
Dalle due perizie, la difesa sosteneva che Ventura, era incapace di intendere e volere al momento del fatto; di opposto avviso il perito nominato dalla Corte in primo grado. Secondo la difesa, il dato riportato dal professore Petralia non si sarebbe basato sulla somministrazione di test scientificamente riconosciuti e in grado di garantire un giudizio asettico e non manipolabile dal soggetto stesso in esame e per questa ragione l’avvocato Garufi aveva richiesto una “super perizia” per dirimere la questione ovvero, se al momento del fatto il Ventura fosse nel pieno delle sue facoltà mentali e capace di intendere e volere.
L’udienza di secondo grado, davanti alla Corte d’Assise di Appello di Catania e che si è svolta nel pomeriggio di ieri, si è conclusa con la fissazione della prossima udienza fissata all’10 dicembre e dedicata alla requisitoria del Procuratore generale. Nulla si conosce, al momento, degli esiti della richiesta della “super perizia”. La famiglia di Russo è parte civile nelprocesso, ed è rappresentata dagli avvocati Raffaele Catalano, Biagio Giudice, Francesco Villardita, Antonino Villardita, Dario Galilei, Valeria Crispi, Annalisa Ferlisi e Marco Comitini.
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