Ragusa diventa la cabina di regia del sito Unesco del Val di Noto: nuovo ente gestore entro dicembre

Ragusa diventa la cabina di regia del sito Unesco del Val di Noto: nuovo ente gestore entro dicembre

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Dal 2002 Ragusa condivide con altri sette Comuni tra le province di Ragusa, Siracusa e Catania il titolo di Patrimonio dell’Umanità per le città tardo barocche del Val di Noto. Da oggi ne ospita anche la cabina di regia: l’assemblea straordinaria del sito ha individuato Ragusa come sede della struttura operativa, il braccio tecnico che dovrà coordinare i progetti degli otto Comuni e avvicinare il sito ai cittadini. A guidarla è Paolo Patanè, nominato di recente coordinatore tecnico scientifico, che ieri ne ha illustrato gli obiettivi in consiglio comunale.

La scadenza più vicina è il nuovo ente gestore: l’obiettivo, ha spiegato Patanè, è portarlo all’approvazione dei singoli consigli comunali entro dicembre, aggiornando una governance che deve diventare «più agile, dinamica e focalizzata sugli obiettivi». Il passaggio arriva in vista dei 25 anni dal riconoscimento, che cadranno nel 2027, e punta a dare piena operatività al soggetto attuatore, a coordinare meglio i progetti e a rafforzare la connessione tra i territori. La scelta di Ragusa, secondo quanto riferito, è stata motivata dal potenziale di crescita dell’area, per la tipologia degli investimenti e per l’inclinazione verso politiche di sviluppo sostenibile.

Il nodo, com’è facile immaginare quando si mettono insieme otto Comuni di tre province, sono i campanilismi. Nel dibattito il capogruppo di Direzione Ragusa, Marco Antoci, ha chiesto che la rete tra i Comuni diventi concreta e operativa, superando le rivalità storiche. Patanè ha risposto che la sinergia territoriale è talmente prioritaria da dover diventare oggetto costante di confronto: «Non possiamo assolutamente perdere questo treno, non è più tempo di ragionare in maniera frammentata».

L’incontro in aula era stato richiesto dallo stesso gruppo consiliare di Direzione Ragusa, che in una nota esprime soddisfazione e parla di «un’occasione imperdibile»: trasformare la città nel perno operativo del sito Unesco, secondo i consiglieri, serve a rafforzare l’identità culturale, attrarre investimenti e promuovere uno sviluppo integrato di tutta la Sicilia sud-orientale.

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