Due giorni in cui la provincia di Ragusa torna protagonista, a livello regionale, in tema di Medicina di Laboratorio. Per questo appuntamento sono attesi nel capoluogo ibleo, venerdì 23 e sabato 24 ottobre, accademici, biologi, laboratoristi, medici patologi clinici, tecnici sanitari di laboratorio biomedico ed infermieri per un aggiornamento scientifico trasversale volto a fare incontrare ricerca […]
Pozzallo sogna le crociere di lusso: fino a 10 mila passeggeri entro il 2030
22 Ott 2026 08:55
Non sarà mai Catania, e non deve esserlo. Il porto di Pozzallo ha davanti una strada diversa, più stretta ma forse più preziosa: quella delle navi da crociera piccole, dei passeggeri che cercano qualità più che folla, delle escursioni che portano dritti nel cuore del barocco ibleo. È la fotografia che emerge dallo studio presentato dall’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia orientale, che per la prima volta mette nero su bianco il futuro crocieristico dei suoi scali.
Il rapporto, realizzato dalla società specializzata Risposte Turismo e illustrato dal commissario straordinario Francesco Di Sarcina insieme al presidente della società, Francesco di Cesare, assegna a ciascun porto una vocazione. A Catania tocca il ruolo di polo principale, a Siracusa quello delle navi di fascia alta legate al fascino di Ortigia. A Pozzallo il compito di diventare lo scalo delle navi di nicchia, con un’attenzione particolare al segmento premium e luxury e un’offerta di escursioni alternativa rispetto agli altri porti della Sicilia orientale.
Ed è proprio qui che entra in gioco il territorio. Lo studio indica come leva principale il patrimonio ragusano: Ragusa Ibla, Modica, Scicli, Ispica e il Castello di Donnafugata sono le mete che possono convincere le compagnie a inserire Pozzallo nei propri itinerari. Un biglietto da visita che pochi porti del Mediterraneo possono vantare a pochi chilometri dalla banchina.
I numeri, per ora, restano contenuti. Lo scenario al 2030 prevede per Pozzallo 5 mila crocieristi nell’ipotesi più prudente e 10 mila in quella più favorevole. Cifre lontane da quelle del capoluogo etneo, ma coerenti con un modello che punta sulla spesa di qualità più che sui grandi volumi. Il raggiungimento degli obiettivi, avverte il rapporto, dipenderà dal completamento degli interventi di manutenzione del porto, dal rafforzamento dell’offerta turistica e dalla capacità di attrarre nuove compagnie.
Il quadro complessivo è quello di un settore in ripresa. Dopo il picco del 2023, con oltre 370 mila crocieristi, e il calo del 2024, il sistema dei tre porti è risalito a 271 mila passeggeri nel 2025. Per il 2026 la stima supera i 330 mila, con una spesa diretta sul territorio di quasi 37 milioni di euro, circa 130 mila euro per ogni nave accolta. Entro il 2030 l’intero sistema potrebbe arrivare a 640 mila passeggeri, con un impatto economico diretto stimato fino a 81 milioni.
La parola chiave dello studio è collaborazione. Catania, Siracusa e Pozzallo non dovrebbero farsi concorrenza, ma presentarsi alle compagnie come parti di un’unica destinazione, ciascuna con la propria specializzazione. Contano le banchine e i fondali, la qualità dei servizi, il collegamento tra porto e città e la varietà delle escursioni. Per Pozzallo, la partita si gioca soprattutto sull’ultimo punto: saper trasformare la vicinanza alle città del barocco in un’esperienza che valga il viaggio.
© Riproduzione riservata