Nuovo Codice della strada, multe più basse ma tolleranza zero: stop per chi viaggia senza assicurazione

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Il Consiglio dei ministri approva le modifiche volute da Salvini: patente e libretto non saranno più obbligatori da portare con sé, i Comuni avranno 45 giorni per notificare le multe rilevate da remoto e sale a 70 anni il limite per i conducenti professionali di camion e autobus

Multe più leggere per le violazioni più comuni, ma tolleranza zero per alcuni comportamenti considerati pericolosi. È questa la linea del nuovo Codice della strada, approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre nell’ambito della revisione promossa dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

Il provvedimento introduce diverse novità per automobilisti, motociclisti, conducenti di monopattini elettrici e lavoratori del trasporto professionale. Tra le misure più rilevanti figurano il divieto di circolazione a tempo indeterminato per chi viaggia senza assicurazione, la possibilità di verificare digitalmente patente e libretto e la riduzione dei tempi a disposizione dei Comuni per notificare alcuni verbali.

Multe più basse per le violazioni comuni

Il nuovo testo prevede una razionalizzazione degli importi delle sanzioni, accompagnata dalla sospensione dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione. Secondo quanto illustrato dal ministero, i minimi edittali più comuni scenderanno da 26 a 25 euro e da 42 a 40 euro. Le sanzioni attualmente pari a 83 e 87 euro saranno invece ridotte a 80 euro.

Una revisione che punta a rendere più omogeneo il sistema delle multe, senza rinunciare alla linea dura nei confronti delle condotte che possono mettere a rischio la sicurezza stradale.

Senza assicurazione, divieto di circolazione a tempo indeterminato

Una delle novità più incisive riguarda i veicoli privi di copertura assicurativa Rc auto. Per chi circola senza assicurazione è previsto un divieto di marcia a tempo indeterminato, con l’obiettivo di contrastare un comportamento che espone gli altri utenti della strada al rischio di non ottenere il risarcimento dei danni in caso di incidente.

Cambiano anche le regole per gli automobilisti stranieri: viene introdotto l’obbligo di assicurazione secondo la normativa italiana per chi circola nel Paese per più di 30 giorni. Il nuovo Codice punta inoltre a recuperare le somme dovute per le violazioni commesse da conducenti stranieri.

Patente e libretto, niente più obbligo di portarli con sé

Per gli automobilisti arriva una semplificazione pratica: non sarà più necessario avere materialmente con sé la patente di guida e il libretto di circolazione. I documenti potranno essere verificati telematicamente dalle forze dell’ordine durante i controlli.

Novità anche per i motociclisti, che potranno utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in presenza di incidenti o rallentamenti, secondo le nuove disposizioni. Per i monopattini elettrici sarà invece introdotto il divieto di circolazione quando costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni.

Più controlli sulle bici elettriche dei rider

Il provvedimento interviene anche sui mezzi utilizzati per le consegne. Per le cosiddette super-bici elettriche dei rider, distinte dalle normali biciclette a pedalata assistita, vengono introdotti l’obbligo del casco e quello della targa.

La distinzione riguarda i mezzi che non rientrano nella categoria delle biciclette a pedalata assistita convenzionali, caratterizzate da una potenza nominale continua massima di 0,25 kW.

Multe da remoto, i Comuni avranno 45 giorni

Una modifica importante riguarda i tempi di notifica dei verbali. Quando l’accertamento avviene da remoto e senza contestazione immediata, i Comuni avranno 45 giorni, anziché 90, per notificare la multa.

La misura interviene su una fase delicata del procedimento sanzionatorio, con l’obiettivo di rendere più rapide le notifiche e tutelare al tempo stesso i conducenti e il loro diritto alla difesa.

Sul fronte della mobilità delle persone con disabilità, tutti i Comuni saranno tenuti ad aderire alla Piattaforma unica nazionale informatica dei contrassegni unici. Il sistema dovrà consentire il riconoscimento del Contrassegno unificato disabili europeo su tutto il territorio nazionale, evitando che le persone con disabilità debbano richiedere autorizzazioni diverse per accedere alle Zone a traffico limitato.

In caso di mancata adesione alla piattaforma, i Comuni non potranno utilizzare i dispositivi di accertamento a distanza per contestare violazioni relative alla sosta riservata e alle Ztl. «Una misura necessaria per garantire ai cittadini con disabilità la possibilità di muoversi e viaggiare senza dover richiedere, ogni giorno e in ogni comune, l’autorizzazione», ha spiegato la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli.

Camionisti e autisti di autobus, limite a 70 anni

Un’altra modifica riguarda chi guida professionalmente mezzi pesanti e autobus. Il limite anagrafico per il trasporto professionale con le patenti del gruppo 2 viene innalzato da 68 a 70 anni, con l’obbligo di una verifica biennale.

La disposizione interessa le categorie di patente C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE, utilizzate per la guida di veicoli destinati al trasporto di merci e persone.

Le critiche del Codacons

Non mancano le perplessità. Il Codacons contesta l’idea che intervenire sugli importi delle sanzioni sia sufficiente a migliorare la sicurezza stradale. Secondo l’associazione dei consumatori, ridurre o aumentare le multe non risolve da solo il problema: servono soprattutto più controlli sul territorio.

Il nuovo Codice punta dunque a combinare semplificazioni amministrative, revisione delle sanzioni e nuove regole per categorie specifiche di utenti della strada. L’efficacia delle misure dipenderà anche dalla loro concreta applicazione e dalla capacità di rafforzare i controlli contro i comportamenti più rischiosi.

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