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Meno plastica, più educazione: a Modica la sostenibilità entra in classe con borracce ed erogatori d’acqua
15 Ott 2026 14:57
La sostenibilità non si insegna soltanto sui libri. Si impara anche riempiendo una borraccia, evitando una bottiglietta di plastica usa e getta e comprendendo che le scelte di ogni giorno possono fare la differenza. È da questa idea che parte a Modica il progetto «L’Acqua che insegna alla Sete», che porta nelle scuole strumenti concreti per ridurre i rifiuti e avvicinare i più giovani a un uso più consapevole delle risorse naturali.
Il percorso ha raggiunto una nuova tappa il 13 e 14 ottobre, con l’installazione degli erogatori d’acqua e la consegna delle borracce riutilizzabili agli studenti dei plessi Sant’Elena dell’Istituto comprensivo Santa Marta-Ciaceri, in via Rocciola Scrofani, e De Amicis dell’Istituto comprensivo Carlo Amore, in via Don Minzoni. Sono già tre i distributori installati, ma il progetto è destinato ad allargarsi nelle prossime settimane ad altre scuole della città.
L’obiettivo va oltre la disponibilità di acqua depurata direttamente negli istituti. La possibilità di riempire le proprie borracce durante la giornata scolastica diventa un’occasione per sperimentare comportamenti più sostenibili e capire, attraverso un gesto semplice, il valore della riduzione della plastica monouso.
Promossa dal Comune di Modica in collaborazione con S.T.E.I., l’iniziativa punta proprio a fare dell’ambiente una materia da vivere ogni giorno, non soltanto un argomento da affrontare durante le lezioni. Un percorso educativo che coinvolge bambini e ragazzi, ma che può estendere i suoi effetti anche alle famiglie, portando fuori dalle aule le buone pratiche apprese a scuola.
Alle cerimonie di consegna hanno partecipato la sindaca Maria Monisteri, l’assessore all’Ecologia, alle Politiche ambientali e alle Politiche giovanili Samuele Cannizzaro e l’assessora alle Politiche educative e all’Istruzione Concetta Spadaro.
«Investire nelle scuole significa investire nel futuro della nostra comunità. Con questo progetto offriamo ai nostri ragazzi un’opportunità concreta per crescere con maggiore attenzione all’ambiente e al valore dell’acqua», ha dichiarato la sindaca Monisteri.
Spadaro ha sottolineato il ruolo della scuola nel trasformare i principi in comportamenti quotidiani: «Mettere a disposizione degli studenti strumenti semplici e sostenibili significa accompagnarli in un percorso educativo che li aiuti a comprendere quanto le scelte di ciascuno possano contribuire al benessere collettivo».
È Cannizzaro a richiamare con maggiore forza la necessità di passare dalle parole ai fatti. «Sulla sostenibilità non bastano gli slogan: servono scelte precise e interventi capaci di cambiare le abitudini. Ridurre la plastica monouso significa agire concretamente sulla produzione dei rifiuti, e farlo nelle scuole ha un valore ancora maggiore, perché vuol dire educare le nuove generazioni a un rapporto più responsabile con le risorse naturali», ha affermato l’assessore.
Il progetto si inserisce in una strategia ambientale più ampia portata avanti dall’amministrazione comunale, che comprende anche il Centro del Riuso e il percorso legato alle bandiere Eco-Schools. Iniziative differenti, ma accomunate dalla volontà di rendere la sostenibilità una pratica concreta e condivisa.
A rendere possibile l’estensione del progetto contribuirà anche la partecipazione degli imprenditori locali, che hanno scelto di sostenere l’iniziativa affiancando l’impegno dell’amministrazione. La collaborazione tra Comune, scuole, S.T.E.I. e realtà economiche del territorio rappresenta un elemento importante per dare continuità al percorso e raggiungere un numero crescente di studenti.
I tre erogatori già installati sono dunque soltanto il punto di partenza. Nelle prossime settimane si procederà con altri plessi, con l’ambizione di consolidare una cultura ambientale che non si esaurisca nella singola iniziativa, ma accompagni le nuove generazioni anche nella vita quotidiana.
Perché educare alla sostenibilità significa soprattutto questo: aiutare i giovani a comprendere che la tutela dell’ambiente non dipende soltanto dalle grandi decisioni, ma comincia anche dalle abitudini che ciascuno sceglie di adottare ogni giorno.

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