Venticinque giorni di ricovero, la paura, un intervento chirurgico decisivo e, alla fine, il bisogno di dire grazie. È il senso della testimonianza che la famiglia Romano ha voluto affidare a RagusaOggi per raccontare l’esperienza vissuta all’ospedale Maggiore di Modica. Al centro del ringraziamento ci sono i reparti di Malattie Infettive e Chirurgia, dove il […]
Dissesto di Modica, il PD attacca: “Commissione d’inchiesta ferma da otto mesi”
20 Ott 2026 08:27
Una scheda tutta per Modica nella relazione della Corte dei conti sui Comuni in crisi finanziaria, una Commissione consiliare d’inchiesta votata all’unanimità e mai partita, un bilancio riequilibrato annunciato più volte e ancora non arrivato in aula. Sono i tre punti su cui il Partito Democratico di Modica torna all’attacco dell’amministrazione comunale, con una nota del segretario cittadino Francesco Stornello che fissa anche una data: l’11 novembre.
I numeri citati dal PD
Secondo la ricostruzione del PD, la relazione 2025 della Sezione delle autonomie della Corte dei conti, approvata il 24 settembre scorso, indica Modica come caso emblematico delle difficoltà del risanamento degli enti locali. I dem citano sette versioni del piano di riequilibrio, un’istruttoria ministeriale durata 1.155 giorni, un disavanzo di 117,6 milioni di euro, una capacità di riscossione dei residui scesa sotto il 6 per cento e pagamenti ai fornitori con ritardi fino a oltre 570 giorni. Responsabilità che, per Stornello, maturano in larga parte nel decennio 2013-2022.
Il partito richiama inoltre la recente richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Ragusa nei confronti dell’ex sindaco Ignazio Abbate e di altri quattro indagati, per le vicende legate ai ristori per il maltempo e ai fondi regionali per i buoni libro degli anni scolastici 2019-2022. Stornello premette il rispetto della presunzione di innocenza, ma chiede che a Palazzo San Domenico qualcuno risponda: «La risposta è inaccettabile: assolutamente nulla».
La Commissione d’inchiesta che non è mai partita
Il 2 febbraio 2026 il Consiglio comunale ha istituito all’unanimità una Commissione d’inchiesta sulle cause del dissesto, con il compito di esaminare vent’anni di gestione, dal 2005 al 2025, e una durata massima di dodici mesi. A oltre otto mesi da quel voto, denuncia il PD, la Commissione non ha ancora tenuto la prima seduta: la nomina del presidente si sarebbe arenata tra contestazioni di incompatibilità, dimissioni e un parere della Segreteria generale atteso da mesi.
Per i democratici il ritardo equivale, nei fatti, a un insabbiamento: ogni settimana che passa consuma il tempo assegnato dalla delibera istitutiva. Da qui la richiesta alla presidente del Consiglio comunale di convocare subito la seduta di insediamento, con un parere scritto e pubblico sulle compatibilità e la presidenza affidata all’opposizione.
Il bilancio riequilibrato e i cinque annunci
Il secondo fronte è contabile. L’articolo 259 del Testo unico degli enti locali fissa in tre mesi dalla nomina dell’Organo straordinario di liquidazione, avvenuta il 5 giugno 2025, il termine per presentare l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato. Un termine che, osserva il PD, è scaduto da oltre un anno.
Nella ricostruzione di Stornello il documento è stato dato per imminente o pronto almeno cinque volte in nove mesi: a fine 2025, a gennaio, a febbraio, poi il 12 maggio con una conferenza stampa che annunciava l’approvazione in Giunta dello schema 2023-2027, infine il 7 ottobre, quando la sindaca ha spiegato in televisione che l’ipotesi viene riesaminata un’annualità alla volta con un consulente esterno, con deposito previsto «fra cinque settimane, si spera». In mezzo, il 5 agosto, l’incarico a un esperto esterno da quasi 16 mila euro per rivedere un documento già dichiarato approvato.
Il PD prende la sindaca in parola: cinque settimane dal 7 ottobre portano all’11 novembre. Quel giorno, chiede il partito, l’ipotesi di bilancio deve essere trasmessa al Consiglio, insieme a una relazione sulle incongruenze rilevate e sulle correzioni apportate.
Le quattro richieste e l’avvertimento
La nota si chiude con quattro richieste: l’insediamento immediato della Commissione; come primo atto, l’acquisizione della relazione della Corte dei conti e un calendario di audizioni in streaming dell’Organo di liquidazione, dei revisori e dei dirigenti finanziari; la pubblicazione del cronoprogramma trasmesso dal commissario ad acta e il rispetto della scadenza dell’11 novembre; un incontro pubblico sul dissesto aperto a cittadini, categorie, sindacati e ordini professionali.
Se non arriveranno atti concreti nei tempi indicati, il PD annuncia che porterà la vicenda all’Assessorato regionale delle Autonomie locali e al Ministero dell’Interno. «Modica merita verità sul passato, serietà nel presente e una programmazione vera per il futuro», conclude Stornello. Ora la parola passa a Palazzo San Domenico, che al momento della pubblicazione non ha ancora replicato.
© Riproduzione riservata