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Crisi a Palazzo dell’Aquila: rimpasto di Giunta, spunta ipotesi Rocco Bitetti. Scontro Cassì-Mpa mentre Partecipiamo valuta
21 Ott 2026 12:49
Il terremoto politico a Palazzo dell’Aquila, innescato dalle dimissioni dell’assessore Giovanni Iacono, continua a produrre forti scosse, ridisegnando gli equilibri della maggioranza e infiammando il dibattito in vista delle prossime scadenze elettorali. Se da un lato il sindaco Peppe Cassì si muove per blindare i numeri e valutare un ampliamento della Giunta — che potrebbe passare dagli attuali 6 a un massimo di 9 assessori —,dall’altro i movimenti civici e la coalizione di Centrodestra mostrano crepe profonde.
Il dopo-Iacono e la mossa del rimpasto: spuntano i nomi di Rocco Bitetti e Giovanni Sortino
Subito dopo l’addio di Iacono, il sindaco Cassì aveva affidato ai social il proprio commento, sottolineando la stima per la proficua collaborazione durata oltre otto anni e preannunciando passaggi decisivi:
«Da un po’ di tempo Giovanni Iacono mi manifestava la volontà di rimettere le proprie deleghe; una scelta personale, che rispetto, dettata dal comprensibile desiderio di riappropriarsi del tempo che l’incarico di assessore richiede. Ricambio la stima e la gratitudine espressi, e tengo a sottolineare il gran lavoro svolto in oltre 8 anni di proficua collaborazione e gli ottimi risultati conseguiti. Mi riservo di comunicare a breve, anche all’esito di confronti già avviati, le decisioni conseguenti sulla compagine amministrativa».
Parole che trovano riscontro nella riunione di maggioranza a porte chiuse tenutasi lunedì scorso, la sera stessa delle dimissioni e subito dopo il Consiglio comunale. L’ipotesi sul tavolo è quella di allargare la squadra di governo per lanciare un segnale politico forte, guardando anche a modelli di unità replicabili in altre realtà della provincia come Modica e Comiso, in netta contrapposizione con le divisioni registrate ad esempio a Ispica, dove il centrodestra si è presentato diviso uscendo sconfitto. L’obiettivo sarebbe invertire la rotta e cercare un’unità finora rimasta solo “parola al vento”.
Tra i corridoi del Comune circolano con insistenza i nomi dei possibili ingressi:
- Giovanni Sortino: Consigliere comunale di maggioranza (eletto nella lista civica legata al sindaco Cassì e il cui nome circola tra i banchi dell’opposizione), il cui eventuale ingresso in giunta rafforzerebbe ulteriormente il legame con la compagine civica originaria, portando anche una voce e uno sguardo attento sui problemi del centro storico.
- Rocco Bitetti: Consigliere comunale ex di Fratelli d’Italia, che dopo aver lasciato il partito in più occasioni ha teso una mano alla maggioranza, consentendo anche un voto in più per l’approvazione di alcuni atti. Bitetti, che secondo qualcuno potrebbe persino tornare in Fratelli d’Italia — con il coordinatore cittadino Luca Poidomani che aveva sottolineato come le porte siano sempre aperte — rappresenterebbe un innesto organico di centrodestra (o di FdI stessa in caso di rientro). La particolarità di queste ipotesi è che né Bitetti né eventualmente Sortino andrebbero a dimettersi, mantenendo il proprio ruolo anche di consiglieri comunali e consolidando così la tenuta numerica in aula.
E’ anche vero che si attende un possibile nome da Partecipiamo visto che Iacono ha parlato di motivazioni strettamente personali. Ma sembrano esserci problemi proprio sull’appoggio a Cassì.
La doppia mossa di “Partecipiamo”: gratitudine, autonomia e la linea del silenzio
A rendere il quadro meno lineare c’è il duplice intervento del movimento civico Partecipiamo, fondato dallo stesso Giovanni Iacono. In un primo momento, per voce della coordinatrice e consigliera comunale Gianna Occhipinti, il movimento ha inteso rimarcare che «gli incarichi finiscono, le idee restano», definendo la scelta di Iacono come l’occasione per riconoscere il valore di un percorso politico e amministrativo caratterizzato da un profondo senso delle Istituzioni, competenza, serietà, passione civile e spirito di servizio.
In un secondo e successivo intervento rilasciato al quotidiano La Sicilia, il movimento ha però gelato la maggioranza: «Ci riserviamo di decidere quale sarà la linea». Dopo l’assenza registrata lunedì sera in Aula — rimarcata da più esponenti della minoranza — il totale silenzio sull’appoggio all’amministrazione Cassì e il reiterato utilizzo del termine “civico” sembrano confermare pienamente la crisi politica in corso a Palazzo dell’Aquila. Il fatto che non venga indicato un sostituto interno per raccogliere il testimone di Iacono viene letto come un segnale inequivocabile di distanza.
Dal canto suo, il consigliere comunale Sergio Firrincieli, esponente del Movimento 5 Stelle, è intervenuto sulla vicenda sostenendo di dispiacergli dire che aveva ragione, convinto che le motivazioni richiamate c’entrino poco con una scelta personale e che le parole di Occhipinti siano un elemento molto chiaro di una crisi politica tangibile.
Il bilancio di Giovanni Iacono: tra conti risanati e stile rigoroso
Le dimissioni dell’assessore, che secondo quanto emerso si sarebbe dimesso molti mesi prima se il sindaco Cassì non lo avesse fortemente “trattenuto”, aprono anche a un bilancio profondo del lavoro svolto (con ben 11 deleghe pesanti gestite, tra cui Bilancio, Tributi e Istruzione):
- Il risanamento dei conti: Ereditati quasi 17 milioni di disavanzo e una sentenza della Corte dei Conti con 10 gravi rilievi, l’assessorato è riuscito a ripianare tutto, riportando i bilanci in avanzo e approvando preventivi e consuntivi sempre nei termini di legge, un primato storico per il Comune.
- La rivoluzione sui tributi: Sciolto il rapporto con una ditta esterna che gestiva autonomamente la riscossione con un aggio superiore al 50%, introducendo il sistema degli avvisi bonari, della massima rateizzazione e delle regolarizzazioni spontanee.
- L’etica del servizio: Iacono ha rivendicato di non aver mai usufruito di un ufficio con segreteria dedicata, di aver pagato di tasca propria la stragrande maggioranza delle trasferte istituzionali e di essere rimasto volutamente lontano dalle inaugurazioni delle opere realizzate (dai progetti per la riqualificazione di Cava Gonfalone e della vallata Santa Domenica fino alla pista ciclabile a sbalzo). Attualmente, l’ex assessore ha dichiarato di voler dedicare tempo a se stesso, alla famiglia e al volontariato.
L’intervista a Video Mediterraneo e lo scontro totale con l’MPA
A surriscaldare ulteriormente il clima ci ha pensato il sindaco Peppe Cassì (transitato di recente in Forza Italia) nel corso di una recente intervista televisiva a Video Mediterraneo.
Interpellato sulla necessità di fare fronte comune nel centrodestra e sulla prospettiva in vista della fine della consiliatura, Cassì ha dichiarato:
«Chiaramente, non essendo distanti dalla fine della consiliatura, pensare a un discorso in prospettiva mi sembra naturale, è una questione aperta».
Alla domanda sul fatto che i rappresentanti locali dei partiti della coalizione — come Gaetano Mauro per l’MPA, Rossana Caruso per la DC e Luca Poidomani per Fratelli d’Italia — rappresentino di fatto delle “spine nel fianco”, il sindaco ha risposto senza filtri:
«È così e questa è una constatazione dalla quale non si può non partire ragionando in prospettiva futura. È chiaro che oggi questi rappresentanti dei partiti che a Palermo e a Roma compongono la coalizione dove è dentro anche il mio partito, qui a Ragusa si pongono in una posizione di forte contrasto verso l’azione amministrativa; non è un problema di nomi, è un problema di condivisione di un progetto».
In merito all’ipotesi di convergere su un nome forte ma contrapposto come quello dell’avvocato Gaetano Mauro (che voci di corridoio lo indicano per l’MPA come possibile candidato a sindaco), Cassì ha chiuso la porta in modo netto:
«Non vedo proprio come il nome di Gaetano Mauro, oggi, con la contrapposizione fortissima che lui ha adottato nei confronti miei e dell’amministrazione, non vedo come si possa condividere, come si possa convenire di indicare questo nominativo come candidato unitario del centrodestra. Cioè, sarebbe una provocazione addirittura nei confronti nostri che stiamo amministrando, quindi francamente la escluderei questa ipotesi».
Parole che hanno scatenato la reazione immediata di Fabio Mancuso, deputato regionale e commissario provinciale di MPA-Grande Sicilia:
«Il sindaco è libero di scegliere il proprio candidato all’interno del suo nuovo partito, Forza Italia. Quello che non accetto è il giudizio su un uomo impegnato e determinato al bene di Ragusa. Mi sembra irriguardoso che si lasci andare a valutazioni personali. I veti personali non sono nell’agenda politica del centrodestra siciliano».
Mancuso ha rincarato la dose, invitando formalmente il primo cittadino a occuparsi delle dinamiche del proprio partito. La strada di Peppe Cassì appare dunque giunta a quel bivio finora evitato: ci sarà un’apertura agli alleati del centrodestra in nome dell’unità invocata a livello provinciale, o Forza Italia dovrà fare i conti con uno scontro insanabile e un centrodestra locale all’opposizione? La questione resta aperta. Sempre che non ci siano ulteriori sviluppi che riguardino ancora una volta la Giunta.
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