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A Scicli le donne conquistano il Consiglio comunale, ma non i nomi delle strade: la denuncia
13 Ott 2026 08:20
Otto donne e otto uomini in Consiglio comunale, ma quando si tratta di intitolare una strada la parità sembra scomparire. La Casa delle Donne contesta la scelta di dedicare la Circonvallazione Ovest a Peppe Drago. E punta il dito contro cinque consigliere.
A Scicli le donne conquistano metà dei posti in Consiglio comunale, ma sulle targhe delle strade continuano a prevalere gli uomini. È il paradosso denunciato dalla Casa delle Donne dopo la decisione dell’assemblea cittadina di intitolare la Circonvallazione Ovest all’ex parlamentare Peppe Drago. Una mozione approvata il 7 ottobre con 13 voti favorevoli e uno contrario, che riapre una questione: perché, quando bisogna consegnare un nome alla memoria collettiva, la scelta ricade ancora prevalentemente sugli uomini?
La singolarità della vicenda è soprattutto nelle date. Il 30 settembre, appena sette giorni prima della votazione, il Consiglio comunale aveva celebrato con soddisfazione il raggiungimento della perfetta parità di genere: otto consigliere e otto consiglieri. Una conquista salutata con orgoglio. Una settimana dopo, però, arriva una decisione che, secondo la Casa delle Donne, racconta una realtà diversa.
E c’è un altro particolare che rende la vicenda ancora più curiosa per la Casa delle donne. Il 2 giugno scorso, durante un convegno organizzato dall’associazione alla presenza della segretaria di Toponomastica Femminile, un rappresentante dell’Amministrazione si era impegnato a promuovere una toponomastica più equilibrata, capace di riconoscere il contributo delle donne alla storia cittadina. Cinque mesi dopo, secondo l’associazione, quell’impegno sarebbe rimasto sulla carta. La contestazione non riguarda direttamente la figura di Peppe Drago, ma il criterio con cui si costruisce la memoria pubblica. Una strada non è soltanto un indirizzo: è un riconoscimento destinato a durare nel tempo.
A suscitare particolare amarezza è soprattutto il voto favorevole di cinque consigliere comunali. Una scelta che la Casa delle Donne interpreta come il segno di una contraddizione tra rappresentanza femminile e decisioni politiche. “Ci amareggia profondamente anche il voto favorevole di cinque consigliere che, al pari dei colleghi uomini, hanno assecondato le logiche di un sistema patriarcale che continua a rendere invisibile il contributo femminile nella memoria storica e urbana di Scicli”, denuncia l’associazione.
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