A Ispica l’uscita dal dissesto si inceppa: la pratica non è mai arrivata a Roma

A Ispica l’uscita dal dissesto si inceppa: la pratica non è mai arrivata a Roma

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A Ispica la strada per uscire dal dissesto, che dura ormai da tredici anni, rischia di allungarsi per una svista che ha dell’incredibile: la documentazione necessaria non sarebbe mai arrivata al ministero dell’Interno.

Il passaggio è scritto nero su bianco nella delibera di giunta numero 43 del 29 settembre. Il documento riconosce che l’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato, il primo atto formale per tornare a una gestione ordinaria dei conti, non è stata recapitata agli uffici romani. Eppure il consiglio comunale l’aveva approvata il 19 febbraio 2026, durante l’amministrazione Leontini.

In oltre sette mesi nessuno, tra politici, funzionari, commissari ed esperti del settore, si sarebbe accorto dell’errore. Un’omissione che pesa ancora di più se si pensa che il tema del dissesto è stato al centro della recente campagna elettorale. Lo scarto di tempo, di fatto, ha congelato un percorso atteso da migliaia di ispicesi, tra servizi ridotti e un’economia locale che fatica a ripartire.

La questione è approdata in aula grazie alla consigliera comunale Antonina Iuvara, che ha chiesto conto della situazione. Nella stessa seduta, inoltre, sono stati approvati gli aumenti delle indennità degli amministratori, coperti con fondi regionali.

A sollevare il caso sono il Movimento 5 Stelle di Ispica e la stessa Iuvara. Il coordinatore del circolo, Josè Giuseppe Bellisario, esclude che si tratti di incompetenza, perché ritiene alta la preparazione di chi segue la vicenda, e parla invece di una “regia occulta” che rallenterebbe deliberatamente la guarigione dell’ente. Iuvara, dal canto suo, vede nella mancata trasmissione una superficialità sulle priorità del Comune e assicura che userà “tutti gli strumenti per fare chiarezza”. Per i due esponenti pentastellati, alla fine a pagare il conto sono sempre i cittadini.

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