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Ragusa-Palermo, oltre tre ore e mezza: la provocazione della Cgil, un volo da Comiso
22 Ott 2026 12:29
Duecentocinquanta chilometri, più di tre ore e mezza di auto. Per chi dalla provincia di Ragusa deve raggiungere Palermo, per lavoro, per studio o per curarsi, il viaggio verso il capoluogo è diventato un’impresa. Cantieri, corsie chiuse, deviazioni e limiti di velocità che in alcuni tratti della Catania-Palermo scendono a 60 o 90 chilometri orari allungano i tempi e trasformano ogni spostamento in ore sottratte al lavoro e alla vita quotidiana.
È da questa realtà che parte la denuncia della Cgil di Ragusa. Il segretario generale Giuseppe Roccuzzo definisce un «balletto» il confronto di questi giorni tra le rassicurazioni del Cas e le indicazioni ministeriali sulle limitazioni di velocità lungo la Catania-Messina e la Messina-Palermo, che lascia irrisolto il nodo vero: il diritto dei siciliani, e dei ragusani in particolare, a muoversi dentro la propria isola. Per chi percorre la Catania-Palermo il copione è già noto: restringimenti e lavori che si trascinano, interventi più complessi che arrivano fino alla ricostruzione di alcuni tratti e allungano ancora i tempi. Il rischio, avverte il sindacato, è che l’emergenza diventi una condizione permanente.
Da qui la provocazione: destinare una parte delle risorse previste per il Ponte sullo Stretto a un collegamento aereo Comiso-Palermo con tariffe agevolate. «Forse arriveremmo prima», dice Roccuzzo. I numeri gli danno un argomento: in linea d’aria tra Comiso e Palermo ci sono circa 180 chilometri, un volo diretto durerebbe una trentina di minuti e, anche aggiungendo trasferimenti e procedure aeroportuali, il confronto con l’auto resterebbe impietoso.
«La nostra non è una proposta di sostituire le strade con gli aerei, ma una denuncia delle priorità sbagliate», chiarisce il segretario, che chiede di spostare i fondi del Ponte sugli interventi infrastrutturali di cui la Sicilia ha bisogno. Per il territorio ibleo la Cgil torna a chiedere manutenzione e messa in sicurezza della rete esistente, il completamento della Siracusa-Gela e il potenziamento dei collegamenti ferroviari con Catania e Palermo, per ridurre un isolamento che pesa sulla vita quotidiana e sulle opportunità economiche della provincia.
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