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Vittoria, l’ortofrutta marcisce e i mercati comprano all’estero: i blocchi dei tir mettono in ginocchio gli agricoltori
21 Ott 2026 10:30
Sembrava essere una fumata grigia, invece il fumo è totalmente nero. Nulla è cambiato per i trasporti in Sicilia. Nulla è cambiato al mercato ortofrutticolo di Vittoria e negli altri mercati alla produzione.
I blocchi dei tir, ancora presenti in Calabria dove la protesta non è stata sospesa, ma anzi va avanti a oltranza, divide di fatto la Sicilia in due. E anche in Sicilia (Messina) la protesta nonostante l’incontro di ieri con il ministro Salvini. In realtà – fanno notare in molti – Salvini ha sbloccato solo i fondi (460 milioni) già previsti come contributo per il trasporto per il 2025. Le altre richieste per il momento sono rimaste inascoltate. Gli autotrasportatori, in alcuni casi, hanno sospeso lo sciopero. Ma resta l’imbuto della Calabria che non permette di varcare lo Stretto.
L’agricoltura siciliana rischia di andare al collasso. La merce agricola non può essere raccolta, né venduta. Molti contratti con i produttori del sud, soprattutto della Sicilia e della Puglia, sono stati sospesi. I grandi mercati del Nord preferiscono approvvigionarsi altrove. A Milano e neglii altri mercati del Nord sono arrivati in notevole quantità i prodotti ortofrutticolo della Spagna,, ma anche di Turchia, Albania, Olanda. Questa mattina, un gruppo di agricoltori e di concessionari si è dato appuntamento davanti ai cancelli dell’ortofrutticolo di contrada Fanello. C’era anche il sindaco Francesco Aiello. Una delegazione si recherà in Prefettura nella tarda mattinata. Ci saranno anche il sindaco e il senatore Salvatore Sallemi.
Sul tappeto, la difficile situazione che si sta determinando in Sicilia. Lo sciopero ha bloccato tutto e la merce agricola marcisce nelle piante o viene raccolta per essere gettata via.
Ma il danno economico va oltre lo stop di questi giorni. Rischia di mutare – e in parte ha già mutato – la geografia degli approvvigionamenti di prodotti freschi per i mercati del Nord Italia e soprattutto di altre regioni europee. Altri Stati si stanno avvantaggiando. Il meridione d’Italia subirà dei danni che vanno oltre questa prima settimana di sciopero.
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