Venticinque giorni di ricovero, la paura, un intervento chirurgico decisivo e, alla fine, il bisogno di dire grazie. È il senso della testimonianza che la famiglia Romano ha voluto affidare a RagusaOggi per raccontare l’esperienza vissuta all’ospedale Maggiore di Modica. Al centro del ringraziamento ci sono i reparti di Malattie Infettive e Chirurgia, dove il […]
«Avete salvato la vita del mio compagno»: il grazie di una famiglia ai reparti del Maggiore di Modica
18 Ott 2026 13:41
Venticinque giorni di ricovero, la paura, un intervento chirurgico decisivo e, alla fine, il bisogno di dire grazie. È il senso della testimonianza che la famiglia Romano ha voluto affidare a RagusaOggi per raccontare l’esperienza vissuta all’ospedale Maggiore di Modica.
Al centro del ringraziamento ci sono i reparti di Malattie Infettive e Chirurgia, dove il paziente è stato seguito durante un percorso clinico complesso che ha richiesto approfondimenti, assistenza continua e, successivamente, un intervento.
La famiglia ricorda innanzitutto il lavoro del reparto di Malattie Infettive, guidato dal dottor Celesia, con un ringraziamento particolare al dottor Drago e a tutto il personale sanitario.
«Fin dal primo momento hanno preso a cuore il caso del mio compagno, studiandolo con attenzione, competenza e dedizione. Ci hanno trasmesso fiducia, sostegno e quella preziosa umanità di cui si ha tanto bisogno nei momenti più bui».
Il passaggio successivo è stato il trasferimento in Chirurgia. Qui la famiglia cita il primario, dottor Caldarera, e il dottor Amore, sottolineando la tempestività dell’intervento e l’attenzione ricevuta durante tutta la fase operatoria e post-operatoria.
«A loro dobbiamo qualcosa che non si può ripagare: la vita della persona che amiamo».
Nel racconto non c’è soltanto il riferimento alle cure, ma anche al rapporto umano costruito durante le settimane di ricovero.
«Sono stati 25 giorni durante i quali non ci è mancato davvero nulla. Abbiamo trovato assistenza, disponibilità, competenza, attenzione e, soprattutto, tanta umanità. Ogni gesto e ogni parola di conforto hanno fatto la differenza».
La famiglia Romano ha deciso di rendere pubblica la propria esperienza per evidenziare anche il volto positivo della sanità ospedaliera, quello fatto di medici, infermieri e operatori che ogni giorno lavorano accanto ai pazienti e alle loro famiglie.
«Troppo spesso si parla delle cose che non funzionano nella sanità, dimenticando che esistono anche realtà fatte di professionisti che lavorano con impegno, coscienza e amore per il proprio lavoro».
Da qui il ringraziamento finale a tutto il personale dei due reparti, con una menzione particolare per i dottori Celesia, Drago, Caldarera e Amore.
«Grazie per aver salvato una vita, per averci restituito la speranza e per averci dimostrato che dietro un camice bianco possono esserci non soltanto grandi professionisti, ma anche persone dal cuore immenso».
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