Sciopero dei Tir, il Sud si ferma. Salvini corre ai ripari: vertice anticipato

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La protesta degli autotrasportatori si allarga a tutto il Mezzogiorno e il Governo prova ad accelerare per scongiurare il protrarsi del fermo. Dalla Sicilia alla Calabria, dalla Puglia alla Campania, camionisti e associazioni di categoria protestano contro il caro gasolio, con presidi lungo le principali arterie stradali, nei pressi dei caselli autostradali e negli snodi portuali. Una mobilitazione che rischia di avere pesanti ripercussioni sulla distribuzione delle merci e sulle attività produttive.

In Sicilia il primo giorno di sciopero si chiude con un’adesione che gli organizzatori definiscono totale. «Non circolano mezzi pesanti», afferma Salvatore Bella, coordinatore del Comitato trasporti siciliani. A Palermo i manifestanti hanno presidiato l’ingresso del molo Santa Lucia, impedendo l’uscita dei Tir e ostacolando le operazioni di movimentazione delle merci.

Al centro della protesta ci sono costi ormai considerati insostenibili. Secondo Bella, con il gasolio arrivato a 2,30 euro al litro, ogni pieno comporterebbe una spesa aggiuntiva di circa mille euro, ai quali si sommerebbero altri 700 euro per il trasporto marittimo. Una situazione che penalizza soprattutto le imprese siciliane, costrette a sostenere anche i costi dell’insularità. Le conseguenze potrebbero interessare direttamente anche la provincia di Ragusa, dove il trasporto su gomma rappresenta un anello fondamentale della filiera agricola e ortofrutticola. Un prolungamento del fermo rischierebbe di rallentare le spedizioni dei prodotti freschi verso i mercati nazionali, con possibili ripercussioni sulle aziende del territorio.

Intanto la protesta si estende nel resto del Sud. In Campania i camionisti presidiano punti strategici delle province di Napoli e Caserta. Sull’autostrada A30 Caserta-Salerno è stata temporaneamente chiusa l’uscita di Nola in entrambe le direzioni. In Basilicata si registrano difficoltà nell’approvvigionamento di carburante, con diversi distributori che hanno esposto cartelli di esaurimento delle scorte I

Di fronte all’estensione della mobilitazione, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini sta lavorando per anticipare a martedì 20 ottobre il tavolo con le associazioni dell’autotrasporto, inizialmente convocato per il 27 ottobre. L’incontro potrebbe svolgersi presso la Prefettura di Milano.

Il ministro ha indicato la necessità di reperire almeno 80 milioni di euro per fornire una prima risposta alle difficoltà della categoria. Dal Governo arriva però anche un richiamo al rispetto della legalità. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha ricordato che manifestare è legittimo, mentre bloccare le strade impedendo la distribuzione dei prodotti costituisce un reato.

Sammartino incontra Salvini: attenzione agli incentivi per la Sicilia

Nel frattempo, a Roma, si è svolto un incontro tra Salvini e il vicepresidente della Regione Siciliana, Luca Sammartino, dedicato proprio alla vertenza degli autotrasportatori. Al centro del confronto il rinnovo dei mezzi, la ricerca di nuove risorse per il settore, il mantenimento delle misure contro il caro gasolio per tutto il 2026 e la possibilità di estendere il credito d’imposta al 2027. Particolare attenzione è stata riservata al Sea Modal Shift, l’ex Marebonus, il sistema di incentivi destinato alle imprese che utilizzano il trasporto marittimo per la movimentazione delle merci. Tra le richieste degli autotrasportatori siciliani figura anche il pagamento degli arretrati.

Il vicepresidente della Regione ha sottolineato l’importanza del trasporto marittimo per un territorio insulare, accogliendo favorevolmente l’impegno del Ministero a individuare nuove risorse per il Sea Modal Shift e chiedendo tempi certi per l’erogazione degli incentivi alle imprese.

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