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Studenti in piazza a Ragusa e Modica: dalle scuole da sistemare alla solidarietà con la Francia
16 Ott 2026 13:16
Giornata di mobilitazione studentesca oggi in provincia di Ragusa. Da Ragusa a Modica, ragazze e ragazzi sono scesi in strada per portare all’attenzione delle istituzioni le criticità del mondo della scuola e partecipare a una mobilitazione che guarda anche oltre i confini nazionali. Due iniziative diverse, unite dalla volontà di rivendicare maggiore attenzione per gli studenti, per gli spazi in cui si formano e per il loro futuro.
A Ragusa la manifestazione si è svolta in piazza San Giovanni, dove gli studenti hanno aderito alla mobilitazione studentesca nazionale. L’iniziativa ha posto al centro le condizioni degli edifici scolastici, la sicurezza degli ambienti e il diritto a un’istruzione adeguata. A coordinare la protesta è stato Antonio Tumino, rappresentante della Consulta degli studenti del liceo scientifico, che ha sottolineato la partecipazione dei quattro istituti superiori della città.
«Hanno aderito tutti e quattro gli istituti superiori di Ragusa, per far luce sul decadimento dei nostri luoghi scolastici, specialmente per gli istituti ITIS e VUG, e per dare sostegno alla manifestazione nazionale», spiega Tumino.
La protesta nasce da una serie di problematiche che gli studenti considerano ormai difficili da ignorare. Tra le priorità c’è il degrado delle strutture scolastiche, con particolare attenzione agli istituti che, secondo i manifestanti, necessitano di interventi e maggiore manutenzione. Le preoccupazioni riguardano anche episodi segnalati in ambito scolastico, come il distacco di un apparecchio di illuminazione al liceo scientifico Enrico Fermi di Ragusa, dove uno studente sarebbe rimasto ferito a un braccio.
Al centro della mobilitazione ci sono anche le condizioni dei servizi igienici, con segnalazioni di bagni guasti o privi d’acqua, e la necessità di garantire ambienti sicuri, decorosi e adeguati alle esigenze quotidiane di chi li frequenta. Accanto ai problemi strutturali, gli studenti richiamano l’attenzione sulle questioni economiche e sociali che attraversano la scuola pubblica: dai tagli ai fondi destinati all’istruzione al costo dei libri scolastici e dei trasporti, fattori che possono rendere più difficile il percorso scolastico per molte famiglie.
Tumino richiama inoltre l’attenzione sulla qualità dell’insegnamento e sulla necessità di assicurare pari opportunità a tutti gli studenti, compresi i compagni provenienti da altri Paesi. «Le motivazioni riguardano il taglio dei fondi alla scuola, l’incompetenza dei professori e il diritto allo studio per noi e per i nostri compagni extracomunitari», afferma il rappresentante studentesco.
La manifestazione, nelle intenzioni degli organizzatori, non vuole limitarsi a una giornata di protesta, ma diventare il punto di partenza per un confronto concreto. «L’obiettivo della manifestazione era mettere in luce queste problematiche per creare innanzitutto un dialogo tra noi studenti, che sia concreto e produttivo, per poi successivamente aprirlo con i dirigenti e le istituzioni», spiega Tumino.
Il passaggio successivo sarà quindi portare le criticità emerse all’attenzione dei responsabili degli istituti e degli enti competenti, affinché alle segnalazioni possano seguire risposte verificabili e interventi concreti. La richiesta è che le esigenze degli studenti vengano ascoltate e che le problematiche strutturali non rimangano soltanto al centro del dibattito.
Da Ragusa a Modica, la giornata di mobilitazione assume anche una dimensione internazionale. A Modica gli studenti si sono dati appuntamento a Modica Bassa per esprimere solidarietà agli studenti francesi, protagonisti di proteste legate alle rivendicazioni delle nuove generazioni. L’iniziativa modicana si inserisce in un clima di mobilitazione che attraversa diverse realtà europee e richiama l’attenzione sulle condizioni della scuola, sulle risorse destinate all’istruzione e sulle difficoltà che interessano i giovani.
Uno dei momenti più significativi della manifestazione è stato quello sulla scalinata della chiesa di San Pietro, dove gli studenti hanno esposto uno striscione con la scritta «Resistenza», accompagnata da una stella rossa, e il messaggio «Contro un governo assente». Un’immagine che richiama il linguaggio della protesta e la volontà di prendere posizione, portando nello spazio pubblico le rivendicazioni di una generazione che chiede ascolto e attenzione.
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