Aeroporti di Catania e Comiso, la Sac finisce sotto esame: otto mesi per fare chiarezza sulla gestione

Aeroporti di Catania e Comiso, la Sac finisce sotto esame: otto mesi per fare chiarezza sulla gestione

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La gestione degli aeroporti di Catania e Comiso finisce sotto la lente del Consiglio comunale di Catania. Dopo un percorso iniziato tre anni fa, è arrivato il via libera all’istituzione di una commissione speciale incaricata di esaminare l’attività della Sac, la società che gestisce i due scali aeroportuali della Sicilia sudorientale.

La decisione è stata approvata all’unanimità dai 25 consiglieri presenti nella seduta del 13 ottobre. La commissione avrà otto mesi di tempo per approfondire le scelte compiute dalla società, acquisire documentazione e valutare le ricadute sul territorio. Tra i temi principali figura il processo di privatizzazione della Sac, destinato a incidere sul futuro degli aeroporti di Catania e Comiso.Un passaggio particolarmente importante anche per il territorio ragusano, considerato che le decisioni sul futuro assetto societario riguarderanno direttamente lo scalo di Comiso e le sue prospettive di sviluppo.

La commissione sarà presieduta da Graziano Bonaccorsi, consigliere del Movimento 5 Stelle e primo firmatario della mozione presentata nell’ottobre 2023. Alla vicepresidenza è stata eletta Alessia Trovato, esponente del gruppo Trantino Sindaco.L’organismo disporrà di poteri di approfondimento documentale. Potrà prender e visione e ottenere copia degli atti relativi alle materie di propria competenza, oltre a convocare in audizione amministratori e dirigenti secondo quanto previsto dalla delibera istitutiva. Le sedute saranno pubbliche e si svolgeranno a Palazzo degli Elefanti, con la possibilità di ricorrere alla videoconferenza per alcune audizioni.

L’attività non si limiterà alla privatizzazione. Tra le questioni da approfondire rientrano anche le conseguenze delle scelte gestionali sul territorio e le criticità emerse durante le emergenze provocate dalla cenere vulcanica dell’Etna, che hanno più volte condizionato l’operatività dell’aeroporto di Catania.

Adesso l’organismo diventa operativo, con un calendario preciso: entro quattro mesi dovrà essere presentata una prima relazione, mentre al termine degli otto mesi sarà predisposto un documento conclusivo da sottoporre alla discussione del Consiglio comunale.

Per Comiso, alle prese con le prospettive legate alla privatizzazione e alla necessità di rafforzare il proprio ruolo nel sistema aeroportuale del Sud-Est, i lavori della commissione potrebbero rappresentare un ulteriore momento di attenzione sulle decisioni che determineranno il futuro dello scalo ibleo. E chissà che le soluzioni non giungano proprio da Catania dato che il nostro territorio ad oggi non è riuscito a trovarle.

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