Ha preso il via oggi, anche nel Ragusano come nel resto della Sicilia, la campagna vaccinale antinfluenzale 2026-2027, che proseguirà fino al 28 febbraio 2027. In via prioritaria, la vaccinazione dovrà essere garantita alle persone di età pari o superiore a 60 anni e ai soggetti affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze. […]
Agricoltura siciliana in ginocchio, 3.500 produttori a Palermo: richiesti nuovi fondi per gasolio e grano
14 Ott 2026 17:23
Sono arrivati da ogni parte della Sicilia per chiedere risposte concrete a una crisi che sta mettendo in seria difficoltà l’intero comparto agricolo. Circa 3.500 agricoltori, mobilitati dalla Coldiretti, hanno manifestato questa mattina davanti alla sede dell’Assemblea regionale siciliana, a Palermo, in occasione dell’esame del disegno di legge sulle variazioni di bilancio.Al centro della protesta il caro gasolio, il crollo dei prezzi dei prodotti agricoli, le difficoltà della pesca e la crisi che investe cerealicoltura, olivicoltura, viticoltura e allevamenti.
Dalla mobilitazione arrivano intanto alcuni risultati sul fronte delle risorse finanziarie. Ai 15 milioni di euro già ottenuti nelle scorse settimane per il gasolio agricolo si aggiungono altri 30 milioni, inseriti nel disegno di legge che dovrà essere votato dall’Ars. Confermati anche i 50 milioni destinati al sostegno dei cerealicoltori, secondo l’impegno assunto dai capigruppo parlamentari. Previste inoltre risorse per contrastare la criminalità nelle campagne e sostenere le coperture assicurative. Si tratta, tuttavia, di stanziamenti che attendono il via libera definitivo dell’Assemblea.
“Il quadro è desolante. Il costo del gasolio aumenta ogni giorno, la pesca è al collasso, il grano non si riesce nemmeno a seminare e l’olio viene svenduto. Il comparto vitivinicolo è ancora in difficoltà”, denuncia il presidente regionale di Coldiretti, Francesco Ferreri. Particolarmente grave la situazione della cerealicoltura. Secondo l’organizzazione agricola, il grano viene attualmente pagato meno di 20 centesimi al chilo, una quotazione che non consente neppure di coprire i costi di produzione. Una crisi che avrebbe già determinato la perdita di 10 mila ettari di superfici destinate alla semina.
“Lasciare i campi vuoti significa consegnare la Sicilia al degrado, agli incendi e alla speculazione finanziaria”, avverte Ferreri, sottolineando come la crisi rischi di compromettere non soltanto il reddito degli agricoltori, ma anche la tenuta economica e ambientale del territorio. Coldiretti chiede interventi straordinari anche per la viticoltura, sostegni diretti agli olivicoltori e misure specifiche per la zootecnia da latte. Dei 15 milioni già ottenuti, 5 sono stati destinati al settore della pesca attraverso un decreto interassessoriale. “Non ci interessa la retorica, ma i risultati. I fatti si misurano con le coperture finanziarie a bilancio”, ribadisce Ferreri.
La mobilitazione si concentra adesso sul voto dell’Ars. Per migliaia di imprese agricole siciliane, alle prese con costi crescenti e ricavi sempre più insufficienti, l’approvazione delle risorse rappresenta un passaggio importante, anche se non risolutivo, per affrontare un’emergenza che coinvolge alcuni dei settori produttivi più rappresentativi dell’Isola.
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