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C’eravamo tanto amati… è gelo tra Minardo e Schifani che resterà fino a fine mandato
14 Ott 2026 12:21
C’eravamo tanto amati. Tra Renato Schifani e Nino Minardo il clima si fa sempre più freddo e le parole pronunciate dal presidente della Regione Siciliana, a margine dell’incontro La Sicilia fa scuola ai Cantieri culturali della Zisa, restituiscono l’immagine di rapporti tutt’altro che distesi.
Il passaggio più netto è quello sull’etica politica. «Io l’etica politica la conosco e quindi gli inviti al rispetto dell’etica politica di Minardo naturalmente li respingo al mittente, perché la mia storia si commenta da sé per senso delle istituzioni e politiche», afferma Schifani. Una risposta che non lascia molto spazio alle interpretazioni e che porta in superficie una distanza politica ormai difficile da nascondere.
Ma il presidente non si ferma qui. A Minardo, coordinatore di Forza Italia in Sicilia, rivolge anche un invito a concentrarsi sul proprio ruolo: «Mi auguro che l’onorevole Minardo possa dedicarsi a tempo pieno, nei limiti del suo mandato parlamentare, al ruolo che ha di coordinatore, commissario del partito, battendo in lungo e largo la Sicilia».
L’obiettivo, nelle parole di Schifani, è preparare il partito al prossimo appuntamento con le elezioni amministrative, facendo leva sul risultato del 23 per cento ottenuto dagli azzurri in Sicilia alle ultime europee. Un patrimonio elettorale da consolidare, mentre sullo sfondo si consuma il confronto tra i vertici regionali e nazionali del partito.
A rendere ancora più significativo il quadro è il giudizio sullo stato di salute di Forza Italia nazionale. Schifani premette di guardare il partito dall’esterno, nonostante ricopra la carica di presidente del Consiglio nazionale, perché assorbito dagli impegni di governo in Sicilia. Poi la valutazione, tutt’altro che entusiastica: «Da quello che vedo e da quello che sento devo dire che non è eccezionale».
Una frase che pesa, soprattutto in una fase in cui gli equilibri interni agli azzurri sono oggetto di attenzione e il rapporto tra i protagonisti della vita del partito appare tutt’altro che idilliaco.
E mentre il dibattito politico si concentra anche sul futuro della presidenza della Regione, Schifani prova a rinviare ogni discussione sulla propria ricandidatura: «Non è all’ordine del giorno perché si vota fra un anno». Per il governatore, che dunque resterà fino all’autunno 2027 (sempre che non si anticipi a maggio), parlarne adesso significa alimentare un «dibattito stucchevole e fuori luogo», capace di distogliere l’attenzione dall’azione di governo.
Il messaggio è chiaro: meno discussioni sulle candidature, più lavoro sul territorio e sul partito. Ma il botta e risposta con Minardo racconta anche altro. Dietro gli inviti a concentrarsi sui rispettivi ruoli e le repliche sull’etica politica si intravede una tensione che investe gli equilibri di Forza Italia in Sicilia.
E così, mentre si avvicina la stagione delle amministrative e il partito è chiamato a confermare il proprio peso elettorale, la domanda resta sullo sfondo: quanto spazio c’è ancora per ricomporre le distanze tra Schifani e Minardo? Per ora, più che segnali di riavvicinamento, arrivano parole che sanno di gelo.
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