Siracusa, bufera sugli appalti: in carcere il carabiniere Strazzulla, domiciliari per Concetta Carbone e Massimo Boscarino

Siracusa, bufera sugli appalti: in carcere il carabiniere Strazzulla, domiciliari per Concetta Carbone e Massimo Boscarino

Decidi tu come informarti su Google.
Aggiungi RagusaOggi alle tue Fonti preferite. Quando cercherai una notizia, ci troverai più facilmente.
AGGIUNGI

Nel mirino il presunto sistema di corruzione legato ai lavori pubblici e all’ostello per migranti di Cassibile, finanziato con 1,67 milioni di euro di fondi europei. In carcere un carabiniere, domiciliari per una consigliera comunale e un imprenditore.

Terremoto giudiziario a Siracusa con l’operazione Nexus, condotta dalla Digos e coordinata dalla Procura Europea (EPPO) di Palermo. Sette le persone raggiunte da misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta su un presunto sistema illecito per pilotare gli appalti pubblici attraverso favori, denaro e sostegno elettorale.

In carcere è finito l’appuntato capo dei Carabinieri Salvatore Strazzulla, mentre sono stati disposti gli arresti domiciliari per la vicepresidente del Consiglio comunale Concetta Carbone e l’imprenditore Massimo Boscarino. Per altri quattro imprenditori è scattato il divieto, per dodici mesi, di svolgere attività che consentano di richiedere contributi pubblici. Per l’ingegnere comunale Michele Dell’Aira è previsto l’interrogatorio preventivo.

Al centro dell’indagine c’è l’ampliamento dell’ostello per lavoratori migranti di Cassibile, finanziato con circa 1,67 milioni di euro nell’ambito del programma europeo PON Legalità. Secondo l’ipotesi accusatoria, una rete di rapporti tra politica, funzionari pubblici, un appartenente all’Arma e imprenditori avrebbe favorito determinati operatori economici nell’assegnazione dei lavori.

Tra gli elementi raccolti dagli investigatori figurerebbero presunte dazioni di denaro, vantaggi elettorali, un elenco di imprese considerate vicine al gruppo e la possibile diffusione di informazioni riservate sulle indagini. Gli accertamenti puntano inoltre a verificare se il presunto sistema abbia coinvolto anche altre amministrazioni della provincia.

Le accuse, a vario titolo, comprendono associazione per delinquere, corruzione, traffico di influenze illecite, corruzione elettorale e rivelazione di segreti d’ufficio.

L’inchiesta è nella fase delle indagini preliminari: le contestazioni sono provvisorie e per tutte le persone coinvolte resta valida la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.

© Riproduzione riservata

Invia le tue segnalazioni a info@ragusaoggi.it