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Hai un’idea o qualcosa che non va nella tua città? Da domani in sette Comuni in provincia gli amministratori ascoltano i giovani
14 Ott 2026 06:45
Un appuntamento fisso per portare idee, segnalare difficoltà e proporre iniziative direttamente a chi amministra la propria città. Da domani, giovedì 15 ottobre, prende il via la rete degli sportelli d’ascolto per i giovani promossa da Anci Sicilia. Nella provincia di Ragusa sono sette i Comuni coinvolti nella prima fase: Ragusa, Modica, Vittoria, Comiso, Chiaramonte Gulfi, Giarratana e Santa Croce Camerina. L’iniziativa punta ad accorciare le distanze tra istituzioni e nuove generazioni. Ogni amministrazione aderente garantirà almeno un giorno fisso al mese nel quale l’assessore con delega alle Politiche giovanili, insieme agli eventuali consiglieri coinvolti e ai rappresentanti delle consulte giovanili, incontrerà i ragazzi che ne faranno richiesta. Gli appuntamenti saranno accessibili anche su prenotazione.
Sportelli d’ascolto per i giovani: come funzioneranno nel Ragusano
Il confronto servirà a raccogliere bisogni, proposte e criticità. Quando le idee saranno direttamente realizzabili, gli incontri potranno diventare anche il punto di partenza per progettare insieme nuove attività. L’avvio della rete non coincide con un’apertura quotidiana degli sportelli: ciascun Comune definirà il proprio appuntamento mensile. Nelle prossime settimane Anci Sicilia pubblicherà sul proprio sito l’elenco delle amministrazioni aderenti, con giorni e orari di ricevimento dei referenti locali. A coordinare la commissione Politiche giovanili dell’associazione è Simone Digrandi, assessore del Comune di Ragusa, che ha presentato il progetto a Palermo insieme al segretario generale di Anci Sicilia, Mario Emanuele Alvano, e al segretario della commissione, Giuseppe Gallo. All’incontro ha partecipato anche Roberta Iacono, assessora alle Politiche giovanili di Santa Croce Camerina.
Per Digrandi, la scelta degli amministratori è mettersi a disposizione dei ragazzi e costruire le politiche pubbliche a partire dalle loro priorità. Un percorso che vede il territorio ibleo presente sia nel coordinamento regionale sia nella rete dei Comuni che avvieranno il servizio.
Sei mesi di sperimentazione e una mappa dei bisogni
La prima fase durerà sei mesi e coinvolgerà 51 Comuni siciliani. Ogni referente inserirà le istanze raccolte in un database regionale condiviso: uno strumento che consentirà di individuare esigenze ricorrenti e orientare le scelte delle amministrazioni, oltre alle proposte da sottoporre alla Regione. La rete resterà aperta anche agli altri Comuni dell’Isola, che potranno aderire contattando Anci Sicilia. L’obiettivo è dare continuità al dialogo con i giovani, trasformando l’ascolto in elementi concreti su cui costruire le decisioni.
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