Capaci di raccontare! Tanti giovani per non dimenticare le stragi di mafia

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Ragusa, città che ripudia la mafia e fonda il proprio tessuto sociale, economico e culturale sui valori della legalità, ha vissuto un weekend straordinario con l’iniziativa “Capaci… di raccontare” grazie ad alcune importanti testimonianze che hanno parlato a centinaia di giovani ricordando le stragi di mafia.

Tra loro Angelo Corbo, agente della scorta di Falcone sopravvissuto alla strage di Capaci; Tina Montinaro, moglie dell’agente Antonio Montinaro che in quella stessa strage perse la vita; Luciano Traina, fratello di Claudio Traina, ucciso nell’attentato a Paolo Borsellino in via D’Amelio hanno portato le loro testimonianze di impegno, di sacrificio, di integrità incontrando le scuole, le associazioni e la città tutta.

È la tappa conclusiva di “Capaci…di raccontare”, un progetto realizzato da adulti e giovani del Centro Giovanile Salesiano e patrocinato dal Comune di Ragusa, che ha proposto a tante famiglie e a moltissimi ragazzi un sentito e partecipato percorso di ricordo della strage di Capaci, a 30 anni dai tragici eventi del ‘92.

Stamani celebrata la giornata del missionario e il momento conclusivo dell’evento con la messa presieduta dal vicario generale del diocesi di Ragusa Mons Don Roberto Asta presso la chiesa dei salesiani di Ragusa.  Il vicario generale all’inizio ha detto “questa Santa Massa e in suffragio per i caduti di Mafia.” 

Soddisfatto il sindaco Peppe Cassì ma anche emozionato: “Credetemi: è stato davvero emozionante. Un momento che fa bene alla città e che al tempo stesso dimostra quanto bene c’è in questa città. Perché stamani all’Albero della legalità di via Gagini, in questo luogo che spontaneamente è diventato il nostro simbolo di lotta alla mafia, erano centinaia i ragazzi che si sono ritrovati non solo per commemorare ma per riconoscersi nel valore della legalità, per far festa.

C’è un monumento nuovo, piccolo ma grande, ai piedi dell’Albero, in un luogo percorso da moltissimi ragusani ogni giorno, che da oggi, anche solo con uno sguardo, avranno modo di ricordare il sacrificio estremo di chi non ha voluto saperne di piegare la schiena.

C’erano Angelo Corbo, Tina Montinaro, Luciano Traina, sbalzati via dalla furia mafiosa ma ancora qui, in piedi, a testimoniare che la mafia può essere sconfitta dall’atteggiamento di ognuno di noi. C’era, soprattutto, un desiderio di stare insieme da parte di generazioni diverse, di genitori e figli, di società civile e Istituzioni, di associazioni, che è la più bella e salda risposta possibile a chi vuole usare la violenza e la prevaricazione per dividere.

Capaci di… raccontare, questa iniziativa nata spontaneamente al Centro Giovanile Salesiano che abbiano sostenuto fin dal principio, compie questo fine settimana la sua ultima tappa ma sono convinto, sicuro, che non ha concluso il suo percorso. Raccontare è ancora necessario”. Per alcune foto ha collaborato Salvo Bracchitta

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