Ha preso il via oggi, anche nel Ragusano come nel resto della Sicilia, la campagna vaccinale antinfluenzale 2026-2027, che proseguirà fino al 28 febbraio 2027. In via prioritaria, la vaccinazione dovrà essere garantita alle persone di età pari o superiore a 60 anni e ai soggetti affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze. […]
Cyberbullismo: problema dei bambini. E degli adulti
11 Nov 2021 08:54
La rubrica dello psicologo, a cura di Cesare Ammendola
“Houston! … qui Ragusa.”
La pandemia ha acuito alcune sofferenze e vulnerabilità “digitali” soprattutto nei più giovani. Il bullismo su Internet e nei social da anni è un fenomeno sottile sempre più diffuso e dilagante. I minori sono coinvolti, sia nel ruolo di vittime che in quello di responsabili, attori cioè di atteggiamenti e azioni virtualmente e di fatto violente, nel bosco fitto, opaco e troppo spesso incontrollato della Rete.
Un primo passo non trascurabile per la tutela dei più “fragili” è stato compiuto di recente. Anche la Sicilia da alcuni giorni ha una legge specifica contro il bullismo, grazie all’approvazione da parte dell’Assemblea Regionale Siciliana della legge intesa al contrasto e alla prevenzione del bullismo (e del cyberbullismo) appunto, in ossequio a un disegno di legge che prevede la creazione della Consulta Regionale, composta da specialisti, rappresentanti delle Istituzioni e agenzie didattiche ed educative, della Sanità, dell’Università (ma anche provenienti dal mondo dello sport e delle associazioni in genere). Si tratterà di esperti di comunicazione e strumenti digitali, psicologi, operatori sociali e giovanili, insegnanti e operatori scolastici. Saranno cioè valorizzate ulteriormente le professionalità che negli anni in questo ambito nevralgico sono già state attive.
Verranno realizzati programmi formativi e informativi, campagne di sensibilizzazione, iniziative rivolte agli studenti (e agli operatori che lavorano con i giovani).
All’interno delle ASP sarà istituito uno Sportello Ascolto deputato alla prevenzione e alla lotta di fenomeni come la cyberpedofilia (oltre al bullismo appunto).
Il Ministero dell’Istruzione è già intervenuto a più riprese sul tema impegnandosi da anni sul fronte contro ogni forma di violenza. Diverse sono state le strategie di intervento utili ad arginare i comportamenti a rischio. Da tempo si è tentato di introdurre, tra gli obiettivi formativi prioritari, lo sviluppo di competenze digitali negli studenti per un uso critico e consapevole dei social. L’aggiornamento 2021 delle Linee Guida permette a dirigenti, docenti ed operatori scolastici di comprendere, ridurre e combattere i fenomeni deleteri che colpiscono bambini e adolescenti, grazie a un ampio ventaglio di molteplici strumenti.
Io credo che a scuola, in seno all’intero percorso degli studi della Primaria e della Secondaria di Primo e Secondo Grado, debba essere garantita, secondo modalità, tecniche e linguaggi calibrati alle distinte fasce d’età, una sorta di “Educazione alla cittadinanza su Internet” che stimoli una riflessione reale su alcuni temi concreti, tra i quali:
- l’empatia, la propensione nel mettersi nei panni degli altri, per così dire, una facoltà messa in crisi dallo strumento della “comunicazione a distanza” (la relazione dietro il diaframma del display);
- il rispetto delle sensibilità altrui (e la consapevolezza del potere che le parole hanno di ferire);
- la “gravità legale” di condotte improprie sul web e le implicazioni penali che persino il Far West della Rete non può eludere;
- la necessità di informare i genitori (gli adulti di riferimento, in generale) e di denunciare insieme alle autorità preposte.
È necessario il contributo di tutti nella strategia di sinergie tra le varie istituzioni coinvolte. La figura dello psicologo potrà e dovrà contribuire. Ma la figura del genitore dovrà fare la differenza.
E infatti, mi domando: questa insistenza da parte dell’iperuranio dei sedicenti adulti nel voler correggere e raddrizzare dall’alto i bambini e gli adolescenti non ha un che di paradossale e a tratti grottesco?
Ognuno di noi in questi ultimi mesi ha avuto la possibilità di fare un breve giro nei social network di tanto in tanto. È spaventoso e desolante il livello di aggressività, maleducazione, cinismo (e talora violenza) agito da una moltitudine di adulti, anche i più insospettabili, talora anche politici e “legislatori”, in altri casi “anziani” plurilaureati e Insegnanti della vita saggia sul pianeta Terra.
Non occorre essere luminari in psicologia per vederlo: i modelli e gli esempi dei più giovani siamo noi. Questo è il dilemma. I corsi quotidiani sulla decenza emotiva e sull’intelligenza civile dovremmo farli innanzitutto noi adulti, prima di redarguire o ammaestrare dall’alto i bambini.
Dopo aver consultato lo specchio più sincero, possiamo provare ad ascoltarli, vederli, educarli, ma seduti insieme a loro. Per terra.
So che non è affatto facile. Ma vale la pena tentare. Nemmeno Socrate è nato in un giorno.
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