LA TUTELA E LA VALORIZZAZIONE DEI LUOGHI DELA MEMORIA

La cultura del ricordo, quale mezzo per tramandare storici eventi ai posteri, si concretizza anche attraverso il recupero, la tutela e la valorizzazione dei siti in cui si sono verificati eventi che hanno segnato indelebilmente periodi della nostra vita. Fatti apparentemente lontani dal nostro presente, che sembrano quasi non appartenerci, ma in realtà ancora vicini perché vivi nei ricordi di tante famiglie. Mi riferisco, in questo caso, ai tragici eventi bellici della la Seconda Guerra Mondiale che, dalla notte tra il 9 ed il 10 luglio 1943, investì anche il territorio ragusano mietendo numerose vittime sia tra i soldati schierati lungo la costa, nelle casematte e nelle trincee, ma anche tra la popolazione civile che perì a Pozzallo e a Scicli sotto le macerie dei bombardamenti, ma anche a Ragusa durante i frequenti mitragliamenti aerei ad opera dei piloti della R.A.F. Il ricordo dei Caduti non può essere relegato alle sole ricorrenze ufficiali, ma è dovere di tutti noi mantenere vivo il ricordo di chi ha sacrificato il bene più prezioso, la vita, per compiere il proprio dovere. Tra questi uomini con le stellette c’erano tanti giovani, non solo corregionali, ma anche provenienti dal Piemonte, dall’Emilia Romagna e dalla Campania, tutte persone che, contrariamente a quanto qualcuno da sempre ci ha voluto far credere, non sono fuggite in massa alla vista del nemico che avanzava, perché tanti hanno combattuto per difende la Patria da chi, all’epoca, era il nemico. Hanno provando a resistere armati soltanto di moschetto modello 91 e qualche mitragliatrice residuato della Grande Guerra contro i carri armati, le armi automatiche ed i lanciafiamme delle truppe d’invasione. A testimonianza dell’eroica resistenza dei Soldati Italiani ancora oggi possiamo osservare, per limitarci alle contrade più vicine a noi, i rivestimenti in pietra delle casematte di contrada Camemi scheggiati dalle ogive dei mitra dei paracadutisti dell’82^ Divisione Aviotrasportata Statunitense, le vistose lesioni su quelle di contrada Berdia a Scoglitti, i fori dei proiettili alle pareti del bunker a due piani sulla provinciale Comiso – Santa Croce Camerina e così via. Questi sono i “Luoghi della Memoria”, da tutelare e valorizzare. In questo contesto l’Associazione Culturale Lamba Doria, da sempre impegnata nella ricerca di testimonianze e documentazione per riportare alla luce pagine di storia inedite sugli eventi bellici in Sicilia, nonché nel recupero e la valorizzazione di ciò che rimane delle postazioni militari di quel periodo che furono teatro di battaglia, ha riportato al dovuto decoro la casamatta monumento di contrada Camemi, sulla provinciale Ragusa – Marina di Ragusa, ove qualche anno fa è stata collocata una lapide in memoria del Tenente Giunio Sella (M.A.V.M.) e dei Soldati del caposaldo di “Case Camemi”, morti in combattimento in quella zona il 10 luglio 1943. Salvatore Marino, referente dell’Associazione per Ragusa, insieme ad altre persone che condividono il dovere di rendere onore ai Caduti, si sono “armati” di tagliaerba e sacchetti per i rifiuti provvedendo alla scerbatura dell’area antistante il bunker ed alla pulizia del suo interno, oltre alla sistemazione della Bandiera Nazionale danneggiata dal vento. Questa interessante opera difensiva, importante testimonianza storica anche sulle condizioni di vita in guerra dei nostri Fanti, ma allo stesso tempo prezioso monito per le future generazioni sui gravi errori del passato sfociati nella crudeltà della guerra, essendo stata riportata al doveroso decoro, è visitabile in sicurezza da chiunque: dal semplice curioso e da chi vorrà deporre un fiore tra quelle pietre che furono bagnate dal sangue dei nostri Soldati. Suggestiva è la visita notturna al sito, illuminato dal Comune di Ragusa, ove si può ammirare anche il Tricolore che perennemente sventola sull’alto pennone visibile anche dalla strada provinciale 25.