Attualità

La nuova linea ferroviaria Ragusa-Vizzini? Catania sarebbe raggiunta in un’ora. E’ stata inserita all’interno del documento strategico della mobilità ferroviaria

La nuova linea ferroviaria Ragusa-Vizzini è inserita all’interno del DOCUMENTO STRATEGICO DELLA MOBILITÀ FERROVIARIA DI PASSEGGERI E MERCI redatto dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile pubblicato il 30 dicembre del 2021, insieme alla Castelvetrano-Porto Empedocle ed alla Caltagirone-Enna.

Se tutto andrà bene, queste sarebbero le possibilità elaborate dal sito www.siciliainprogress.com.


Per queste tre linee il Piano prevede lo studio di fattibilità, quindi la prima fase che, se darà esito positivo, condurrà alla progettazione definitiva e quindi alla realizzazione delle opere. Della Castelvetrano-Porto Empedocle ho già ipotizzato il nuovo tracciato sul sito Sicilia in Progress (spiegato anche con un VIDEO nel canale Youtube “IN PROGRESS”).
La Ragusa-Vizzini è un collegamento importantissimo per l’area iblea, in quanto migliorerebbe moltissimo i collegamenti con l’area etnea. Era già presente una linea a scartamento ridotto, esercita da una società denominata SAFS dal 1923 al 1949. Poi la linea venne dismessa ed integralmente rimossa. Oggi rimangono ancora, qua è la, alcuni ruderi delle principali opere d’arte.


La nuova linea condurrebbe dal capoluogo ibleo fino alla stazione di Vizzini Licodia, sulla Lentini-Diramazione-Caltagirone. In questo modo sarà possibile realizzare un nuovo itinerario Ragusa-Catania che, a conti fatti, avrebbe una lunghezza complessiva di 105,3 km, Di questi, 34,4 km sarebbero coperti dalla nuova infrastruttura.
Vediamo nel dettaglio la planimetria dell’opera e le sue caratteristiche geometriche grazie alla grafica. Da sud verso nord, essa si distaccherebbe dalla linea Ragusa-Ragusa Ibla a 6,5 km dalla stazione “alta” della città, dove sarà ubicata la nuova stazione di Ragusa Diramazione; da qui percorrerebbe le alture ad ovest della valle dell’Irminio. Procedendo in salita, con una pendenza massima del 25 per mille, supererebbe i principali dislivelli con alcune gallerie, della lunghezza massima di 1,6 km e tre viadotti, di cui il principale della lunghezza di 600 metri. Con un’ultima galleria di 1,42 km, il tracciato perverrebbe nei pressi dell’abitato di Giarratana, con stazione ubicata poco a sud di quest’ultimo al km 13+100 della tratta.


Da qui la linea proseguirebbe in salita, per pervenire, attraverso una lunga galleria fino ala città di Monterrosso Almo (km 18+500), dove sarebbe ubicata una stazione in un’area ad est dell’abitato.
Procedendo verso Vizzini, la linea supererebbe una vallata per imboccare la galleria più lunga dell’intero tracciato, che ho chiamata “Monte Lauro” per complessivi 4,74 km, con andamento in discesa. Il tunnel condurrebbe alla valle del Dirillo, che sarebbe superata con una serie di viadotti, della lunghezza massima di 500 metri, per poi risalire fino alla nuova stazione di Vizzini, attraverso una galleria in curva di 1,54 chilometri che consentirà di pervenire alla quota di 590 metri mantenendo la pendenza massima del 25 per mille. Dalla stazione ubicata nella immediate vicinanze della città natale di Verga, al km 31+100 della tratta, con un’altra galleria, lunga 1,8 km si perverrebbe alla linea ferroviaria Lentini diramazione-Caltagirone.


Qui l’innesto sarebbe effettuato con due raccordi, uno in direzione Catania, l’altro in direzione Caltagirone, attestato sul piazzale della stazione di Vizzini-Licodia.
La linea quindi, come si vede, ha un andamento complicato dalla particolare morfologia dei luoghi, dovendo attraversare i Monti Iblei e superare la profonda incisione del Dirillo. Sui 34,4 km complessivi, le gallerie hanno uno sviluppo complessivo stimato in 17,6 km, i viadotti di 3,3 km La linea sarebbe a binario unico, ma avrebbe una capacità di 90 treni/giorno: più che sufficiente per il traffico prevedibile nell’area. Il raggio di curvatura minimo è pari a 500 m, la velocità massima sarà di 160 km/h con alcuni tratti limitati a 110 in corrispondenza dei raggi di curvatura minimi.
Il costo complessivo dell’intervento può essere stimato, sulla base di interventi similari in fase di realizzazione o di progetto, pari ad 800 milioni di Euro.


Quanto sopra vale come ipotesi di tracciato, in larga massima coincidente con le ipotesi che sta sviluppando RFI, come ci risulta da alcuni “rumors”. Speriamo che la fase di fattibilità sia superata senza sorprese e che, prossimamente, si possa andare da Ragusa a Catania, e viceversa, in poco più di un’ora. La linea, ovviamente, consentirebbe anche di migliorare enormemente i collegamento con Modica, Pozzallo ma anche Comiso e Vittoria. Insomma, tutta l’area iblea sarebbe positivamente interessata da un servizio ferroviario rapido e moderno, anche in considerazione dell’attuale isolamento, in presenza di una rete ferroviaria e stradale del tutto insufficiente.


Non escludiamo l’utilizzo della linea per il traffico merci, pur in presenza di pendenze notevoli, magari limitando la lunghezza dei convogli. Tuttavia, anche prevedendosi uno sviluppo del porto principale dell’area, quello di Pozzallo, è più opportuno prevedere che da qui i treni merci siano instradati sulla linea esistente per Siracusa, e quindi verso Augusta, polo merci dalle altissime potenzialità, e quindi all’interporto di Catania. Il traffico merci interessato dalla nuova linea avrebbe comunque un buon bacino d’utenza ubicato nell’altopiano ragusano, zona molto vivace dal punto di vista produttivo.