Chef Sandro Pace a Parigi ovvero l’arancino raccontato ai francesi

L’arancino raccontato ai francesi: Le sorprese di essere uno chef dello street food ibleo
Non capita tutti i giorni di trovare un articolo su di sé sul quotidiano britannico “The Guardian” ed essere scelto dall’ambasciatrice dell’enogastronomia a Parigi, Alessandra Pierini, per uno Show cooking tutto siciliano, ovvero una performance live sull’arancina. L’evento si è svolto alla Galleria d’Arte “Le Purgatoire” nella capitale francese alla presenza di circa 2500 persone. Allo chef Sandro Pace de “Cantunera”, bottega street food a Comiso e ad Ibla è successo tutto questo nella festa tutta siciliana organizzata da Alessandra Pierini , titolare tra l’altro della nota bottega enogastronomica a Parigi, RAP”.

Sandro Pace, affermato chef ibleo dello street food con particolare riferimento ai sui cavalli di battaglia, ovvero le arancine ed i cannoli, ha portato con sè parte del suo staff, tra cui Andrea e Francesco, per tenere una lezione live su come fare le arancine . Solo i primi 20 ad entrare in Galleria avrebbero avuto diritto ad indossare il grembiule per seguire passo passo la ricetta e le curiosità dettate dallo chef Sandro ma in realtà, vista la grande affluenza di partecipanti fin dal mattino, alla fine gli allievi sono stati 80 . La galleria “Le Purgatoire” , situata tra l’altro a Parigi in via del Paradiso, prima di sera ha accolto più di 2500 persone che tra assaggi e contest lezione hanno potuto gustare le prelibate arancine di Sandro Pace. Lo chef aveva già spedito a Parigi tutto il materiale il giorno prima tra cui gli ingredienti nostrani di cui si fregiano i suoi prodotti culinari permettendogli di realizzare tre tipologie di arancine: quelle al ragù di Fassona della Maremma laziale, quelle al coniglio alla cacciatora e quelle alla Norma.

La ciliegina sulla torta per i parigini è stata rappresentata dalla tipica “Mitilugghia”, pasta fritta aromatizzata all’origano fatta con la farina del mulino Soprano; è seguito anche un corso sui biscotti di mandorla ed i cannoli che sono stati riempiti al momento con la nostra ricotta vaccina. Una serata in cui i partecipanti , di cui alcuni italiani residenti a Parigi da tanto, hanno avuto modo non solo di imparare la tecnica e la manualità necessaria per la realizzazione delle arancine ma anche di affinare il gusto con la peculiarità e la ricercatezza degli ingredienti, rigorosamente distintivi del nostro territorio. L’ampiezza di questo fenomeno alimentare, qual è lo street food, pone in primo piano, infatti, l’identificazione di un territorio e della tradizione quale volano di diffusione della cultura di un popolo. E non a caso giornalmente l’interesse da parte dei nostri turisti è concentrato soprattutto all’enogastronomia . Lo dimostra il fatto che alcuni inglesi, soffermandosi a gustare le prelibatezze dello chef Sandro Pace hanno parlato bene di lui in terra britannica tanto da far spostare da Londra a Comiso alcuni giornalisti del quotidiano “The Guardian” che hanno dedicato al nostro chef una bella pagina di costume alimentare tutto ibleo, raccontando la sua passione nata già ad 11 anni come garzone di un noto bar e poi sfociata da 5 anni nella bottega “Cantunera”.

“La mia passione per l’enogastronomia e pasticceria siciliana vuol essere anche un modo di voler riscattare un territorio – ha detto Sandro Pace – attraverso la nostra vera ed autentica identità. A me non importa trovare ricette ricercate e nuove, a me interessa raccontare la tradizione. Le manifestazioni di stima da parte di clienti autoctoni e stranieri in questi anni di attività mi hanno spinto sempre più a dare il meglio ed essere scelto da una ambasciatrice dell’enogastronomia italiana a Parigi, Alessandra Pierini, per uno show cooking , per me è stato un grande onore. L’arancina- continua lo chef Sandro con un pizzico di poesia- è il simbolo dell’amore delle nostre nonne che portavano ai loro mariti un po’ di carne tra i campi dentro questo involucro. Con tanto amore in cucina la donna di allora lo panava e lo friggeva per darle un sapore ancora più accattivante. E tutto questo senza amore penso che non poteva essere realizzato.”
Il sogno dello chef Sandro Pace è anche quello di vedere tutte le maestranze locali lavorare in sinergia per portare avanti il territorio siciliano, troppe volte bistrattato e noto fuori dai confini italiani per la cronaca che ha impresso all’isola quel marchio infame di tanti anni di mafia e non certo per l’aspetto antropologico della sua cucina che , per contro e alla luce dei risultati , ne attesterebbe la sua vera connotazione etnica ed itentitaria.
contributo editoriale di Giovannella Galliano