ALIENAZIONE BENI IMMOBILI

“L’alienazione di alcuni beni immobili della Provincia era un atto dovuto per ‘chiudere’ il bilancio di previsione 2012. Nessuna volontà di liquidare la Provincia, ma di amministrare questo Ente con l’orgoglio di un figlio di questa terra e con la parsimonia che ha contraddistinto la gente iblea”.

Così il commissario straordinario Giovanni Scarso replica al coordinatore provinciale dell’IdV Giovanni Iacono che parla di ‘commissario liquidatore’ per la Provincia di Ragusa

“Siccome ho stima personale di Giovanni Iacono – dice Giovanni Scarso – mi meravigliano i suoi giudizi affrettati sulla mia presunta volontà di liquidare la Provincia di Ragusa, quando lui sa bene che ho preso posizione pubblica in favore delle Province e ritengo anticostituzionale il decreto legge del Governo che dispone l’accorpamento e il riordino. Non risponde poi al vero che ho trasferito l’immobile di contrada Castiglione, quale nuova sede di Protezione Civile, alla Regione Siciliana. Non c’è alcun atto da me firmato. Sul piano alienazione dei beni, Giovanni Iacono sa benissimo qual è la situazione finanziaria dell’Ente perché è stato consigliere provinciale sino a qualche mese fa ed è perfettamente a conoscenza delle difficoltà enormi che ho incontrato per ‘chiudere’ il bilancio di previsione.

Il piano di alienazione di alcuni immobili, proposto dai dirigenti competenti secondo una razionale pianificazione di dismissione, e da me condiviso; era ob torto collo necessario per non mandare in dissesto la Provincia. Quindi, non entriamo nel merito di questo o quell’immobile perché si è puntato a mantenere di proprietà gli immobili provinciali che hanno un notevole interesse artistico o architettonico come Palazzo La Rocca a Ragusa, già sede dell’Azienda del Turismo e Palazzo Carfì a Vittoria. Tra l’altro non c’è nulla di nuovo in questa prassi dell’alienazione dei beni immobili, anche lo scorso anno la Giunta ha approvato un piano di dismissione che mi pare, il consigliere Iacono non ha contestato o fatto rilevare. Proprio per il rispetto politico che ho di Iacono dico che non dovrebbe alimentare la confusione e la famigerata idea della ‘chiusura’ della Provincia e di non abbandonarsi alla ‘narrazione’ di fatti, alcuni non rispondenti al vero, che ingenerano purtroppo scoramenti nella popolazione facendo credere di un’Istituzione Provincia in liquidazione. Non sarò io a chiudere la Provincia perché voglio proseguire l’opera di altri presidenti, come due miei concittadini, Giuseppe Scifo e Emanuele Giudice che questo Ente hanno portato nei suoi 85 anni di storia ad un livello di prestigio e di rispetto istituzionale non comune”.