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A Chiaramonte Gulfi nasce “cuscussina”, l’arancina dell’integrazione

Lunedì 16 dicembre sei minori stranieri del Progetto SIPROIMI di Chiaramonte Gulfi, hanno incontrato sette giovani aspiranti chef dell’Istituto Alberghiero “Principi Grimaldi” di Modica presso i laboratori di cucina a Chiaramonte. Una mattinata all’insegna dell’integrazione e dell’interculturalità, promossa dalla Cooperativa sociale Onlus Nostra Signora di Gulfi che, tra i tanti obiettivi, ha quello di promuovere attività di forte impatto sociale.

Angela Dipasquale, responsabile della formazione dei minori stranieri SIPROIMI, e il professore Giovanni Brullo, docente di Tecnica e Pratica di Cucina, hanno deciso di dedicare l’attività gastronomica alla preparazione del cous cous, definito da qualche anno “il piatto della pace” perché capace di unire, per storia e tradizioni, tutti i popoli che si affacciano sul Mediterraneo.

Presenti tra i fornelli anche Giulia Barca, assistente sociale dei minori ospiti della Cooperativa, il personale tecnico e i docenti dell’alberghiero che hanno preso parte a una lezione di cucina diversa dal solito, dando vita a un momento che aprirà la strada ad altre collaborazioni future.

Immersi in una atmosfera di curiosità, sperimentazione e professionalità, invasi dall’odore di spezie e aromi orientali (curcuma, cannella e altri), misti alle erbe nostrane, alcune raccolte direttamente dall’orto della scuola, tra i fumi della cottura al vapore per la semola del cous cous lavorato a mano da tutti i ragazzi e un pentolone con lo spezzatino di agnello e un mix di ortaggi, un po’ per gioco, un po’ per caso, in mezzo a 15 cappelli da cuoco, prende vita “Cuscussina”, l’arancina di cous cous che stupisce chef e ragazzi.

Al termine della mattinata fatta di preparazioni varie, cotture diverse, spiegazione e miscela sapiente di ingredienti, cenni storici di usanze e origine del piatto, come vuole la tradizione di questi popoli stranieri, ma anche all’insegna dello spirito di accoglienza, si è compiuto il rito dell’Agape, un momento di condivisione tra tutti consumando insieme i piatti preparati. Era presente anche il presidente della cooperativa “Nostra Signora di Gulfi”, Gianvito Distefano. Ma tanto clamore e meraviglia ha suscitato l’assaggio dell’arancina di cous cous, «È un piatto mai realizzato prima. L’idea dell’arancino è stato quasi un gioco, ma il risultato ha stupito tutti, per primi gli stessi ragazzi e noi docenti» afferma il professore Brullo.

Al momento rimangono top secret alcuni degli ingredienti, dosi e procedimento.
«Ci auguriamo che Cuscussina diventi il simbolo dell’importanza della contaminazione tra culture diverse – afferma Gianvito Distefano – e di come sia possibile far convivere, metaforicamente, nello stesso piatto, più tradizioni senza che l’una escluda l’altra. È questo il messaggio che vogliamo lasciare alle generazioni contemporanee e future». Cosi, tra una foto ricordo e l’altra, termina una giornata davvero speciale per gli ospiti del SIPROIMI di Chiaramonte (cinque bengalesi ed un etiope), cuochi per un giorno, e per gli studenti dell’Istituto Alberghiero ai quali rimane il piacere di aver conosciuto dei ragazzi speciali.