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Ex Mulino Curiale: sfregio alla storia o sicurezza necessaria? In Consiglio comunale le rassicurazioni dell’Amministrazione
12 Mar 2026 12:19
Il destino dell’ex Mulino Curiale continua a far discutere, e non poco. In una delle recenti sedute del Consiglio Comunale, il dibattito si è acceso nuovamente, trasformandosi in un confronto serrato tra chi vede nella demolizione la perdita di un pezzo di anima della città e chi, invece, difende la regolarità tecnica di un’operazione che promette decoro e nuovi servizi.
Il “falso storico” che non convince
A riaccendere la miccia è stata Gaudenzia Flaccavento (Ragusa Prossima), raccogliendo il testimone delle storiche battaglie di Gianni Iurato. Il punto non è solo l’abbattimento in sé — autorizzato dalla Soprintendenza per motivi di sicurezza — ma ciò che sorgerà al suo posto.
Secondo la consigliera, ci troviamo davanti a un’occasione persa per l’archeologia industriale. Invece di un recupero che valorizzasse la memoria del quartiere, nascerà quello che ha definito un “falso storico anonimo”. L’accusa è chiara: la città sta rinunciando a progettare architetture di pregio, preferendo edifici che non raccontano nulla del nostro presente né, tantomeno, lo faranno per le generazioni future.
La difesa del Comune: “Sicurezza e decoro”
Dalla parte opposta della barricata, il vicesindaco Gianni Giuffrida ha indossato i panni del pragmatismo. La demolizione? Inevitabile, visto il rischio crollo. Il degrado dell’area? Una ferita da rimarginare. Giuffrida ha rassicurato l’aula spiegando che la ricostruzione seguirà le prescrizioni della Soprintendenza (quindi simile all’originale) e che l’intervento servirà a bonificare una zona ormai abbandonata a se stessa, riportando vitalità commerciale e parcheggi.
Il nodo politico: quella delibera a ridosso del voto
Ma la questione non è solo estetica o di sicurezza. Il consigliere Gaetano Mauro ha spostato il tiro sulla regolarità amministrativa, puntando il dito contro una delibera di giunta del 14 marzo 2023, approvata a soli 75 giorni dalle scorse elezioni.
Il sospetto sollevato da Mauro è che si sia usato un “binario preferenziale” per autorizzare un supermercato da 1.500 mq in una zona dove, teoricamente, erano permessi solo piccoli negozi di vicinato (fino a 450 mq). «Perché bypassare il Consiglio Comunale con un atto di giunta proprio in piena campagna elettorale?» ha chiesto il consigliere, parlando apertamente di un aggiramento delle norme urbanistiche.
La replica tecnica
Anche su questo punto, Giuffrida non ha arretrato: nessun “blitz” politico, ma una valutazione tecnica concordata con i dirigenti. Secondo il vicesindaco, la delibera riguardava il carico antropico e non una variante urbanistica straordinaria. In sintesi: la nuova struttura peserebbe meno sul quartiere rispetto a quanto previsto in passato e, per questo, l’atto di indirizzo della giunta sarebbe stato pienamente legittimo.
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