Presentato
in conferenza stampa un importante studio di fattibilità per il miglioramento
della rete viaria del versante ipparino. Il tratto preso in considerazione,
quello che collega la città di Vittoria con la località di Scoglitti, da anni è
al centro di polemiche a causa della pericolosità e della poca funzionalità.
Per risolvere questo importante nodo di traffico veicolare occorrerebbe un
grande intervento strutturale che la Provincia da anni ha calendarizzato.
"La realizzazione di un'opera così complessa richiede l'investimeno di
somme ingenti – precisa il Presidente Antoci – l'unica soluzione per Ragusa è
quella di intercettare un finanziamento regionale che ci permetta di poter
indire una gara per la progettazione della nuova arteria stradale". Questa
possibilità è adesso più vicina grazie all'approvazione, da parte del Nucleo di
Valutazione Regionale dell'Assessorato alla Programmazione, dello studio di
fattibilità condotto dall'Amministrazione provinciale. "Il progetto che abbiamo in mente – afferma
l'Assessore provinciale alla viabilità,
Salvatore Minardi – non solo migliorerà la
percorribilità veicolare, ma collegherà i punti nevralgici del territorio
ipparino.
Lo studio di fattibilità riguarda infatti una nuova arteria, di circa
10 Km, che parte dal mercato ortofrutticolo di Vittoria mettendolo in contatto
con il porto di Scoglitti ma anche con l'aeroporto, l'autoporto e la statale
115. Il progetto inoltre prevede una riqualificazione dell'attuale SP 17,
rendendola una strada a servizio urbano con piste ciclabili".
Si attende adesso che la Regione, dopo aver espresso il
parere positivo riguardo lo studio presentato dai tecnici della Provincia, ci
conceda il finanziamento per il progetto esecutivo. "Sarà un percorso
ancora lungo – conclude il Presidente Antoci – ma riuscire a completare almeno
la fase progettuale sarebbe un vanto per la mia amministrazione e metterebbe in
condizioni la provincia iblea di partecipare ai futuri bandi". Per
realizzare una simile infrastruttura i tecnici stimano una spesa di almeno 50
milioni di euro e l'unica possibilità di reperire una simile somma è ovviamente
rivolgersi alla comunità europea. (l.c.)