Scompare dai campionati
agonistici nazionali e regionali una società storica di Comiso: l'Olympia
basket. Ennesima sconfitta in una città che negli anni non è riuscita a dare
risposte adeguate alle esigenze ed alle norme federali per permettere a questa
società di continuare regolarmente la sua attività. Le misure inadatte del
PalaDavolos (troppo piccolo rispetto ai 28x15 metri richiesti dalla FIP) e le
mai compiute opere di ampliamento o di inversione del campo di gioco del
palazzetto, la triste vicenda del PalaRoma, il mancato rispetto delle promesse
di ristrutturazione dell'impianto dentro l'ex base Nato, hanno decretato di
fatto la rinuncia alla possibilità di partecipare a tali campionati.
A ciò si aggiungono le
difficoltà economiche che, al pari delle altre società sportive della nostra
città, sono legate alla crisi generale dell'economia ed alla assenza delle
istituzioni nel sostenere attività importanti per il ruolo che rivestono nel
sociale.
Lo sport va infatti
inquadrato in un'ottica più ampia dell’aspetto
ludico ed agonistico: le società e le associazioni rappresentano delle vere e
proprie agenzie educative, a supporto delle famiglie e della scuola,
nell'importante crescita psico-fisica dei giovani; li aiutano a crescere sani e
li allontanano da fenomeni, sempre più ricorrenti, di devianza, bullismo e
degrado di civica convivenza.
Ma a questi aspetti i
nostri Amministratori non sembrano interessati:
-
inesistente
ogni supporto logistico: addirittura, caso unico in provincia, la stessa
pulizia e manutenzione degli impianti è posta a carico delle società;
-
inesistente
qualsiasi supporto tecnico-amministrativo: la consulta cittadina dello sport
non viene convocata da anni; non esiste
un regolamento comunale che disciplini l’utilizzo delle strutture sportive
comunali da parte delle società con conseguente assegnazione e gestione
confusionaria, arbitraria e spesso clientelare.
Conseguenza di questo
disinteresse sono le gravi difficoltà anche delle altre realtà sportive di
Comiso: a partire dalla dirigenza del calcio che doveva vendere la proprietà ad
altri sodalizi (vedi gruppo Mascara o gruppo Biscotto-Multifidi) e che continua
grazie all'abnegazione di un gruppo dirigente tenace e combattivo, alle società
di volley Annunziata ed Ardens che pur rappresentano, per gli obiettivi
raggiunti, fiori all'occhiello nello sport regionale ma che navigano in
continue incertezze economiche che non permettono una serena programmazione,
per non parlare di tutte le altre società presenti nel territorio di Comiso e
Pedalino e che sono fortemente penalizzate dall'abbandono delle istituzioni
locali.
Ci rendiamo conto che
tantissime sono le emergenze che attanagliano in questo momento la nostra
città, a partire dal lavoro, dal dissesto economico del comune, dalla riduzione
dei servizi, per continuare con il degrado ambientale oltre che culturale del
territorio.
Ma riteniamo che lo
sport non possa essere abbandonato a se stesso e non possiamo permettere che si
verifichino eventi come quelli che, in modo più eclatante, hanno coinvolto
l'Olympia, società che ha operato nel basket dal 1985 e che ha rinverdito gli
indimenticati fasti della gloriosa Diana Comiso.
Facciamo appello agli
amministratori perché rivedano il loro disinteresse verso questo settore
importante della vita sociale della comunità, per potere potenziare appieno
l'attività dei volontari delle diverse società che operano da dirigenti in modo
assolutamente gratuito, con grande passione e spirito di servizio.
Speriamo che con un
ritrovato sforzo comune sia possibile mettere in atto quelle strategie idonee a
riportare una società come l'Olympia nella dimensione sportiva che merita.
Auguriamo che vengano snellite al più presto le vicende burocratiche che rallentano
l'attuazione della costruzione della tensostruttura di C.da Mastrella finanziata
con risorse europee dei PON Sicurezza e che non vorremmo che restasse
l'ennesima opera incompiuta o abbandonata per le solite inefficienze politiche.
di Elio Pace