I nuovi muri di FestiWall - Ragusa Oggi

I nuovi muri di FestiWall


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I nuovi muri di FestiWall
Cultura
14 settembre 2018 11:28

Con 3 muri su 6 realizzati FestiWall prosegue le attività sui muri di Ragusa e dà il via alla programmazione del weekend con il meglio delle sonorità indie rock ed elettroniche della scena europea con Go Dugong, Tama Sumo, Gigante e dj set d’autore. In mostra all’ ex Lanificio le mostre di Clemens Behr (DE), Alex FaKso (IT), Luca Font (IT) e gli architetti Gurrieri/Sciveres (IT).
Il duo olandese *Telmo Miel* ha realizzato in via Canova un’opera dedicata alla maternità. L’immagine ritrae una madre che aiuta suo figlio, completamente equipaggiato per affrontare il futuro, ad indossare un elmetto. L’opera racconta la storia dell’amore di una madre, l’importanza della famiglia e la protezione che questa fornisce. Il bambino “del futuro”, con la sua armatura, si prepara a tutto ciò che potrebbe accadere, in funzione di ciò che accade nel mondo di oggi.
L’artista spagnolo *Mohamed L’Ghacham *ha completato i suoi due muri sui prospetti in viale Europa: EL BAILE raffigura due anziani che danzano, un momento intimo che l’artista rende monumentale dipingendolo su grande scala. Con ANTESALA II Mohamed riporta alla luce un ricordo personale e universale allo stesso tempo, un interno di una vecchia casa piena di oggetti e foto su un grande tavolo all’ingresso, che si lega, per atmosfere nostalgiche e colori, alle figure danzanti di EL BAILE. Un’opera unica che cambia il volto di Ragusa.
Concluso anche il terzo muro di questa edizione del Festival, quello di *Pastel*, dal titolo Ghettification, l’opera raffigura una pianta di fichi contenuta in un piccolo vaso. Situato nella zona più nuova di Ragusa, il muro è basato sull’idea di ghettificazione, con particolare attenzione ad un gruppo di persone locali che hanno sempre vissuto in città, ma che per diverse ragioni si sono dovute allontanare, verso i confini e modificando la loro qualità della vita, verso una realtà con meno comunicazione, meno dialogo con l’ambiente e con gli spazi pubblici. Non è illogico pensare che le persone svantaggiate economicamente siano costrette ad allontanarsi dal centro, lasciando le loro case per andare ad abitare in una scatola da scarpe. Per loro, come per un albero di fico in vaso, il futuro non potrà che essere incerto.


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