Enrico Lo Verso a Marina di Modica con "Uno nessuno centomila" - Ragusa Oggi

Enrico Lo Verso a Marina di Modica con “Uno nessuno centomila”


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Enrico Lo Verso a Marina di Modica con “Uno nessuno centomila”
Spettacolo
12 agosto 2017

*Enrico Lo Verso* in tournèe in Sicilia, l’attore Palermitano sarà in scena nella sua Terra con due diversi spettacoli: il debutto nazionale di “*Metamorfosi. Altre storie oltre il mito*” e il monologo di grande successo “*Uno nessuno centomila*” vincitore quest’anno del *Premio Franco Enriquez*, entrambi nati dal sodalizio artistico con l’autrice e regista *Alessandra Pizzi*.
E proprio con quest’ultimo spettacolo sarà domenica prossima 20 agosto all’auditorium di Marina di Modica per l’unica tappa in provincia di Ragusa.

La presenza di Enrico Lo Verso sulla scena siciliana viene suggellata infatti con “*Uno nessuno centomila”, lo spettacolo che da più di un anno è impegnato in una tournee che ha riscosso successo nei maggiori teatri italiani*, e apprezzamenti di pubblico e critica.

*Biglietti in vendita sul circuito www.ctbox.it *
L’omaggio a *Luigi Pirandello*, *attraverso l’adattamento teatrale *del più celebre dei suoi romanzi: la storia di un uomo che sceglie di mettere in discussione la propria vita, a partire da un dettaglio, minimo insignificante. Il pretesto è un appunto, un’osservazione banale che viene dall’esterno. I dubbi di un’esistenza si dipanano intorno ad un particolare fisico. Le cento maschere della quotidianità, lasciano il posto alla ricerca del SÉ autentico, vero, profondo. L’ironia della scrittura rende la situazione paradossale, grottesca, accentua gli equivoci. La vita si apre come in un gioco di scatole cinesi, e nel fondo è l’essenza: abbandonare i centomila, per cercare l’uno, a volte può significare fare i conti con il nessuno. Ma forse è un prezzo che conviene pagare, pur di assaporare la vita.

In occasione del 150 esimo anniversario della nascita di Luigi Pirandello, uno spettacolo su l’ultimo romanzo dell’autore di Girgenti, quello che riesce a sintetizzare il pensiero dell’autore nel modo più completo. Pirandello stesso, in una lettera autobiografica, lo definisce come il romanzo “più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita. “Uno, nessuno e centomila” è un’opera di lunga elaborazione, di assidua stesura, che accompagna, o per meglio dire informa di sé, il resto della produzione pirandelliana. Da qui l’idea di una nuova e originale messa in scena, che possa ricercare nuovi specifici per lo spettacolo ma, soprattutto, sappia ridisegnare il rapporto, all’interno dello spazio scenico tra la *parola e gesto. *Un unico testo narrativo, per interpretazione sempre diverse affidate al racconto di *Enrico Lo Verso*, che mette in scena un contemporaneo Vitangelo Moscarda, l’uomo “senza tempo”. Un’interpretazione naturalistica, immediata, “schietta”, volta a sottolineare la contemporaneità di un messaggio universale, univoco, perenne: la ricerca della propria essenza, dentro la giungla quotidiana di omologazioni. La voglia di arrivare infondo ed assaporare la vita, quella autentica, oltre le imposizioni sociali dei ruoli. La paura di essere soli, fuori dal grido sociale della massa. Ed infine, il piacere unico, impagabile della scoperta del proprio “uno”: autentico, vero, necessario. Il Vitangelo Moscarda interpretato da Lo Verso diventa uomo di oggi, di ieri, di domani. Ed il testo diventa critica di una società che oggi, come cento anni fa (quando il testo fu concepito), tende alla partecipazione di massa a svantaggio della specificità dell’individuo. Ma la sua è una critica volta ad un finale positivo, la scoperta per ognuno di essere stessi, dentro la propria bellezza. L’interpretazione, non manca di ironia e sagacia, ricca com’è di inflessioni e note di colore tipiche siciliane, tanto care all’autore del testo, al personaggio e all’attore che lo interpreta. Una messa in scena *mutevole in ogni contesto, nel rapporto empatico con il luogo e con chi ascolta* e *che dà forma ad un personaggio, che è uno, centomila o nessuno, tutti per la prima volta affidati al racconto di una voce.*


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