AY.. CARAMBA , CHE BOLLETTA

Si dibatte sulle bollette pazze, con interventi delle opposizioni che denunciano l’invio di bollette riferite al consumo di acqua esorbitanti rispetto al reale consumo e  invece  i consiglieri di maggioranza a favore degli uffici che giustificano possibili errori di calcolo nella norma .

Il dato di fatto è che se si vuole giustificare che tale sviste si sono verificate con le precedenti amministrazioni non è giustificabile che si perseveri negli errori, giacché è compito del responsabile del terzo settore o chi per lui vagliare con perizia, anomalie che risultano al di fuori di ogni logica amministrativa e contabile.

Veniamo al caso : si premette che l’utente che ha ricevuto comunicazione di diffida ad adempiere non ha un contatore , in quanto utilizza una sua cisterna che periodicamente a sue spese provvede a riempire del prezioso “liquido”, ed inoltre i liquidi di scarico vengono riversate nel pozzo nero.

All’utente in questione con comunicazione del Dicembre 2015 viene intimato il pagamento di un canone idrico del 2012 di E.5743,74, facendo riferimento ad una presunta fattura che non ha ricevuto.

Orbene, sorge spontanea una riflessione : ammesso e non concesso,  tale importo di E. 5743,74 potrebbe essere giustificabile se venisse addebitato  ad un edificio di diversi piani in cui vi risiedono molte famiglie, ma non ad un solo nucleo famigliare , tranne che in quest’ultimo  caso non ci siano perdite nelle tubazioni tali da formarsi un lago artificiale nelle adiacenze della abitazione!

Una seconda riflessione: ma quando vengono emesse dal computer, l’input viene dato dall’impiegato , non viene naturale interpellare il proprio dirigente e chiedere delucidazioni sull’importo emesso ?

A maggior ragione quando i consiglieri di maggioranza accampano che tali viste sono state generate anche in precedenti amministrazioni, e allorquando si vuole imprimere un nuovo corso di indirizzo alla gestione amministrativa dell’ente è basilare che il massimo rappresentante dell’ente provveda ad impartire  acchè i suoi dirigenti si attengano ai precetti amministrativi su cui ha basato la propria campagna elettorale per essere eletto a massimo esponente dell’amministrazione comunale.

Altrimenti , si può supporre che tali bollette pazze è un espediente per gonfiare le entrate finalizzando il tutto in una contabilità fittizia che sballeranno i conti e di cui si riverbereranno sempre a danno dei cittadini e degli utenti , ergo si attende  da parte del Sindaco un perentorio intervento a ristabilire la veridicità delle bollette sconfessando se necessario l’operato del proprio dirigente che offusca l’impegno preso nei confronti dei cittadini .

Non attenendosi a tali principi  amministrativi , si disattendono gli impegni assunti nei confronti dei propri elettori e di tutti i cittadini , con disaffezione del ruolo e dei che attengono al primo cittadino.

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