MOZIONE DI SFIDUCIA? NO GRAZIE!

Cancellieri ed il suo gruppo a CinqueStelle la smettano di offendere l’intelligenza dei siciliani, abbandonino questa collezione di mozioni di sfiducia, scelgano un notaio, si diano un appuntamento e chiamino a firmare le dimissioni tutte quelle opposizioni che si dichiarano contro questo “governo” commissariato. Facciano da apripista con l’unica mossa seria ed utile a contrastare il disastro politico prodotto dall’asse Crocetta-Renzi-Faraone. Si lasci il cerino nelle mani di Crocetta, si metta a nudo il re dei trasformismi, si faccia chiarezza e si dimostri con una firma di non essere attaccati allo stipendio di parlamentare, i siciliani apprezzerebbero di sicuro molto di più della trazzera o di tante altre trovate propagandistiche. 
La Sicilia ed il Sud non esistono nei programmi del Governo Renzi. 

Il PD regionale, azionista di maggioranza insieme a Confindustria nel fallimento del “Saro dell’antimafia demolita”, non ha alcuna possibilità di alzare la voce in nessun palazzo romano per pretendere quanto ci spetta per pareggiare i conti in servizi ed infrastrutture col Nord superdotato.

Si tenti almeno di bloccare il crescente divario. 
Al Nord l’EXPO’, al centro il Giubileo, al Sud il nulla se non disastri in bella vista che purtroppo non attirano turisti. E se ormai è dichiarata l’insofferenza con cui ci guarda il potere centrale, è altrettanto palese l’atteggiamento di sudditanza di gran parte della politica regionale in cambio di convenienze di basso livello, motivo per cui, rimanere appollaiati tra gli scranni di Sala d’Ercole tirando a campare aspettando il bonifico e raccontando ai siciliani la favoletta dell’opposizione non serve più, non attacca più. Non ci aspettiamo atti eclatanti da nessuno, ma da chi è nato per contrapporsi al sistema non ci aspettiamo di certo la collezione di carte inutili da incorniciare o da esibire al bisogno, ci piacerebbe piuttosto vedere una presa netta di posizione che possa mettere a nudo l’ipocrisia di molti inquilini del palazzo. Questa terra sta pagando un conto salato ma sempre in funzione degli interessi personali di pochi eletti, oggi, forse, stiamo attraversando un momento storico diverso e questo è uno di quei momenti in cui le parole dette o scritte non hanno più senso se alle parole non seguono fatti concreti.  
Ci indigna molto vedere che a Gela si riesuma il “modello Sicilia” tra PD e CinqueStelle a ruoli invertiti e siamo stufi di seguire le sceneggiate palermitane che decidono il destino della nostra vita.

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