BATOSTA

Dopo due nette vittorie in casa, con Capitolina Roma e Svicat Lecce, inframezzate con la sconfitta di Colleferro, oggi il Padua era chiamato alla prova di maturità sul campo del Reggio.

Diciamolo subito, i ragusani non sono riusciti a superare la prova e con la netta sconfitta, 35 a 6 dimostra che i ragusani non hanno ancora superato il mal di trasferta.

Un Padua dunque da rivedere, soprattutto per quanto riguarda l’approccio alla gara, considerando che i biancazzurri hanno subito costantemente il gioco dei calabresi, riuscendo raramente a far breccia nella difesa avversaria.

Eppure l’inizio lasciava presagire tutt’altro incontro visto che, non si era ancora completato il primo giro di lancette, i ragusani erano già sul 3 a 0 grazie a un calcio di punizione di Peppe Iacono per un fallo in ruck dei padroni di casa.

La reazione dei gialloneri è veemente e solo una grande difesa paduina impedisce loro di andare in meta. All’ottavo Canale potrebbe pareggiare ma, nonostante la posizione favorevole, non centra l’acca.

In questa fase il gioco si svolge costantemente nella metà campo iblea; i reggini costruiscono diverse occasioni per marcare ma lo sbarramento messo su dai ragusani neutralizza tutti gli attacchi. I muro ibleo, però, capitola al 19° quando, da una touche sui 5 metri, il carrettino giallonero conclude la sua corsa dentro l’area di meta con Sorbara che schiaccia e con Canale stavolta non sbaglia mira.

Fino a quel momento si è sempre giocato in una zona del campo, per aspettare che il Padua oltrepassi la linea di metà campo bisogna aspettare il 26°quando capitan Iacono avrebbe sul piede l’occasione per accorciare, con una punizione da posizione non impossibile, ma l’ovale si stampa sul palo e ritorna nuovamente in gioco.

Ora è il Padua che ha in mano il pallino del gioco, con i reggini che commettono qualche fallo di troppo. E grazie a uno di questi che, al 32°, Peppe Iacono porta 6 lo score della propria squadra.

Il gioco si fa nervoso e le scorrettezze gratuite si susseguono. A farne le spese, al 36°, sono Albert Di Grandi e  Riccardo Filardo che, dopo uno scambio di cortesie, vengono entrambi mandati dal signor Schilirò, a corrente alternata la sua direzione, dietro la lavagna dei cattivi per 10 minuti.

Negli ultimi minuti del primo tempo il Reggio avrebbe due occasioni per allungare ma entrambe le punizioni vengono calciate a lato da Canale. Sul 7 a 6 si va al riposo.

Al rientro in campo, l’episodio che dà una svolta alla partita: calcio a seguire dentro l’area dei 22 iblei; l’ovale sembra innocuo ma invece la difesa pasticcia e Maesano è lesto a raccogliere il pallone e a correre indisturbato a depositare al centro dei pali. Valenti trasforma, e il risultato sale a 14 a 6.

Il Padua accusa il colpo e cede psicologicamente. Coach Greco per dare una scossa alla propria squadra opera una serie di cambi: escono Lo Presti, Di Mauro, Russo, Di Grandi, entrano Stracquadanio, Garozzo, Solarino, Incarbone. La mossa non ottiene però i risultati sperati.

È invece il Reggio che sale in cattedra e diventa padrone della partita.

Al 54° è Canale che, con una bella azione personale, segna la terza meta per la propria squadra. Con la trasformazione di Valenti si va sul 21 a 6.

Altri cambi nelle fila del Padua: escono Paolo Iacono, Adriano Scrofani e Michele Campanella, entrano Giuseppe Modica, Carlo Firrito e Gianluca Tumino. Purtroppo il copione non cambia.

Il Padua sembra avere già la testa negli spogliatoi e Reggio ne approfitta per marcare la quarta e quinta meta, entrambe con Cervasio ed entrambe trasformate da Valenti.

Il triplice fischio dell’arbitro mette fine a un incontro da dimenticare.

Con la contemporanea sconfitta del Lecce e il pareggio della Capitolina la classifica, per quanto riguarda le posizioni di coda, vede Reggio e Capitolina a 12, Padua a 11 e Lecce che chiude a 5.

In occasione della festività pasquale il campionato osserverà l’ultima giornata di riposo prima del rush finale. Alla ripresa il Padua ospiterà la Partenope Napoli.

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