RANDELLO, NONOSTANTE TUTTO, LORO SONO ANCORA LI’

Nonostante ordini del giorno dai toni roboanti e perentori (” il Consiglio comunale vuole garantire la totale integrità di questo ecosistema… Considerato che tale arenile rappresenta, proprio per la sua integrità naturale, un vanto ai fini turistici”), Loro Sono Ancora Lì. Nonostante il violento ed illegale abuso edilizio perpetrato a giugno, Loro Sono Ancora Lì.

Nonostante la concessione demaniale, che dovrebbe consentirne la permanenza sull’arenile, sia presumibilmente inefficace (in quanto, visto il diniego della concessione edilizia, è impossibile realizzare lo chalet, oggetto stesso della concessione demaniale) Loro Sono Ancora Lì.

Nonostante il nulla osta temporaneo di istallazione di sdraio e lettini (in momentanea sostituzione del chiosco e dei 20 punti d’ombra presenti nel progetto originario), rilasciato il 25 giugno, sia scaduto da circa due mesi, (la deroga proprio perché temporanea non può superare i 30 giorni e non può certamente durare per l’intera stagione balneare, Loro Sono Ancora Li.

Nonostante la pratica SUAP 073/13, (avviata nel dicembre dello scorso anno), sia rimasta aperta tutta l’estate, (è notizia dell’ultim’ora che sia stata appena chiusa con parere negativo),  e che quindi l’attività economica dello stabilimento balneare (anche se c’è chi sostiene che in loco non si sia mai svolta un’attività produttiva) non avrebbe dovuto mai essere avviata, invece Loro Sono Ancora Lì.

Nonostante gli interventi dell’autorità giudiziaria di questi giorni che ha evidenziato irregolarità pesanti nel rapporto con la Forestale, Loro Sono Ancora Lì.

Nonostante abbiano ferito con rozza protervia l’integrità dei luoghi e la tranquillità dei cittadini, Loro Sono Ancora Lì.

Il ritornello dei “nonostante” potrebbe andare avanti ancora per un po’ ma preferiamo non infierire e fermarci qui.

Il punto è che Loro sono Ancora Li e CI POTREBBERO RESTARE per un bel po’, magari a vita.

I fatti e gli atti di dominio pubblico sono emersi in virtù dell’azione spontanea e convinta di tanti cittadini che, per spirito civico,  hanno cercato di difendere concretamente l’integrità di Randello.

Non si ha invece pubblico riscontro di verifiche e controlli effettuati, a seguito delle formali segnalazioni svolte dal Comitato, da parte delle autorità competenti (Capitaneria di Porto, Demanio Marittimo , Vigili Urbani ) su quello che si sta perpetrando in spiaggia dal 1 luglio.

Non riusciamo nello specifico a capacitarci su come si possa, in assenza della concessione edilizia e con tanto di parere negativo del Suap (questo lo scopriamo adesso), e con la concessione demaniale che dovrebbe quindi decadere, continuare a rimanere a svolgere una determinata attività sull’arenile.

In assenza di contestazioni formali da parte delle autorità preposte, Capitaneria di Porto in primis, temiamo che si possa arrivare alla conferma dei diritti di concessione, ( magari in inverno si proverà ad ottenere una variante alla concessione originaria)) che scadono nel 2020 ( la regione ha prorogato di un anno tutte le concessioni in essere).

La ferita alla integrità del luogo, la beffa delle regole aggirate, l’impoverimento per la nostra comunità, a quel punto sarebbero irreversibili.

I fotogrammi di Randello, ora carpiti per una impropria pubblicità, diventerebbero definitivamente quelli della loro “esclusiva spiaggia privata” dove i Loro ospiti “potranno rilassarsi tra dune bianche e mare cristallino, immersi nella macchia mediterranea”.

Noi comuni cittadini saremo a poco a poco allontanati dall’arenile, la perdita economica per la nostra comunità sarà irreversibile, la possibilità di utilizzare quella pregiatissima risorsa del nostro territorio, per rafforzare l’offerta di un turismo sostenibile, rispettoso del territorio e duraturo nel tempo, sfumerà miseramente. Infine andranno a farsi benedire i pii intendimenti di tanti politici (si impegna l’Amministrazione a preservare da qualsiasi tipo di intervento l’area demaniale di Randello prevedendo la totale salvaguardia dell’arenile in fase di rielaborazione del PUDM. Cifr. Atto di indirizzo dell’ultimo Consiglio Comunale).

Ma i cittadini che si sono mobilitati sin da subito, appena si è sparsa la voce del primo abuso edilizio a giugno, i tanti turisti affascinati dallo “spiaggione”, che hanno solidarizzato e firmato e che si tengono sempre con noi in contato via web, i tanti che hanno voluto manifestare in spiaggia, (nonostante il forte vento), per rendere il tributo gioioso allo spirito libero di Randello, l’opinione pubblica, che si è sempre interessata al buon esito della vicenda, noi tutti, insieme, Siamo Ancora  a Randello e non molleremo la presa fino a quando non avremo la certezza che quel luogo tornerà libero, selvaggio ed incontaminato come è sempre stato.

Li in spiaggia ci siamo con il cuore, qui in città ci siamo con la testa, con lo spirito e con la determinazione di chi vuole avere certezze.

Dopo che la chiarezza sui fatti ce la siamo dovuta cercare, perchè dall’altra parte abbiamo trovato un muro di gomma, poco disponibile a fornire pubbliche spiegazioni, ora a buon diritto vogliamo sapere quando tornerà definitivamente LIBERA Randello e quale sarà il futuro prossimo dei Canalotti e dell’area Forestale.

Non bastano più dichiarazioni di intenti, non è più tempo di cincischiare, ci vogliono da parte di chi ci amministra fatti concludenti, atti precisi  e risposte definitive.

 

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