FEDERICA BISEGNA RACCONTA MACBETH

Federica Bisegna fa parte di quella schiera di artisti che hanno la capacità, non solo di essere autori-autrici dei testi raccontati ma anche di affrontare testi di autori importanti, affascinando con la parola tanto da far dimenticare l’assenza di scene ed orpelli vari e di fare immergere totalmente lo spettatore nella storia. Basti pensare ai diversi spettacoli quali “L’attrice” che tanto successo ha avuto a Ragusa, Catania e Roma; “Il profumo” di P. Suskind; “La tessitrice delle notti” da Le mille e un notte; “Il Cirano” di E. Rostand; “La favola dei saltimbanchi” di M. Ende. Così come Shakespeare re-inventa l’uomo, così Federica Bisegna ri-propone l’opera con quella che è l’antica tecnica del teatro di narrazione, quella dei “Cuntisti” (Mimmo Cuticchio sopra tutti), liberandola cioè dalla parola scritta e donandole la freschezza della parola in divenire, che nasce in quel preciso momento e che si nutre del respiro del pubblico. Una tecnica che coniuga la capacità interpretativa con quella dell’improvvisazione, nel rispetto della trama e del pensiero dell’autore, tecnica della quale Federica Bisegna è divenuta un’esperta.
Vittorio Bonaccorso

Ho scelto di raccontare il Macbeth, che è la più breve tragedia di Shakespeare, dove tutto si compie con irrimediabile velocità, la più cruenta, “la tragedia di sangue” immersa in una notte cupa che sembra non avere mai fine, perché il suo tema è attualissimo. Infatti sono l’ambizione e la brama di potere a spingere Macbeth e la sua terrificante sposa Lady Macbeth a compiere azioni tanto crudeli ed efferate. In questo dramma visionario dell’interiorizzazione Macbeth è il più sfortunato protagonista shakespeariano, dotato della più fervida immaginazione “… Ogni attività è soffocata dall’immaginazione e nulla è, per me, tranne ciò che non è …”. Macbeth, con le sue paure, la sua ferocia soffre profondamente sapendo di compiere azioni malvagie e di doverne compiere di peggiori, il nostro immedesimarsi in lui è involontario ma inevitabile, “… Hai dunque paura di essere, nell’azione e nel coraggio, quello stesso che sei nel desiderio? …”.
Federica Bisegna

 

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